All'ente i 3 milioni del decreto serviranno a ripianare il deficit MILANO I tre milioni aggiuntivi, stanziati per la Scala nel decreto Milleproroghe, non sono sufficienti a tranquillizzare il teatro. I tre milioni vanno infatti a sanare una parte del deficit, inferiore ai 5 milioni, del bilancio 2010. Deficit determinato dal taglio di 5,4 milioni del Fondo unico dello spettacolo. Per la copertura della restante parte dovranno pensarci, «con un contributo straordinario», i soci fondatori: solo così, secondo il cda di ieri, si potrà ripianare il debito e realizzare per il sesto anno il pareggio di bilancio. Un obiettivo fondamentale, sia per poter pagare l'integrativo ai dipendenti, sia per ottenere la sospirata autonomia gestionale. Il regolamento che permetterà di ottenere questa forma organizzativa speciale sarà martedì all'esame della commissione Beni culturali del Senato, uno degli ultimi passaggi prima di entrare in vigore. Ma prevede che, se per due anni una fondazione è in rosso, l'autonomia venga ritirata. «Credo che entro un mese ha spiegato Bruno Ermolli, vicepresidente della Scala saremo nelle condizioni di avere l'autonomia, che è un altro aiuto importante». Per quanto riguarda il pagamento dell'integrativo, ieri pomeriggio si sono incontrati il sovrintendente Lissner con i sindacati La situazione potrebbe sbloccarsi nel giro di qualche settimana. Ma restano gravi preoccupazioni per il 2011, con un previsto taglio del Fus di 17 milioni. «Se le riduzioni saranno così penalizzanti ha risposto Ermolli , è chiaro che dovremo rivedere tutto. Non è tanto questione di confermare un'opera o un'altra». Su questo anche i sindacati appaiono preoccupati. Ma non è solo la Scala a manifestare forte preoccupazione. L'altra sera, in occasione della messa in scena dell'omaggio a Pina Bausch, il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar, ha ribadito che siamo di fronte a «una politica miope, che taglia orizzontalmente i fondi». Preoccupazioni ribadite ieri insieme al regista Peter Brook, che metterà in scena al Piccolo il suo «Un flauto magico». «Assicuro», ha continuato Escobar, «che questa legge priva chi amministra in maniera corretta i bilanci di esercitare la propria responsabilità. E apre a pressioni clientelari. 11 Piccolo ha raggiunto il pareggio nel 2010; nel 2011 ci sarà un taglio ulteriore di un milione e Zoo mila euro. Così la stagione diventa inaffrontabile».
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Il decreto Milleproroghe prevede l'aggiunta di 3 milioni per la Scala per ripianare il deficit del 2010, che è inferiore ai 5 milioni. I soci fondatori dovranno contribuire con un contributo straordinario per coprire la restante parte del deficit. L'autonomia gestionale della Scala sarà ottenuta se il bilancio sarà in pareggio per il sesto anno consecutivo. Il pagamento dell'integrativo ai dipendenti potrebbe essere possibile entro un mese. Tuttavia, il taglio del Fondo unico dello spettacolo per il 2011 prevede un prezzo di 17 milioni, che potrebbe essere penalizzante per l'azienda.
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