Gli irregolari erano tutti coreani Guide turistiche coreane assolutamente prive di qualsiasi requisito che, invece, lavoravano a spron battuto raggirando connazionali che venivano a Roma per vedere le meraviglie della "città eterna". Lo scenario è stato scoperto dagli uomini della polizia ferroviaria, diretti da Cosimo Maruccia. Uno spaccato allarmante che, finora, ha fatto scoprire tredici guide abusive ma non è detto che il numero sia destinato a salire vertiginosamente grazie a ulteriori indagini. Una "guida" guadagnava, "abbindolando" a Termini turisti coreani, anche 800 euro al giorno. Gli ignari turisti venivano "scarrozzati" non solo in giro per Roma ma anche in mete turistiche dell'Italia del Sud, come Pompei e Sorrento. Un vortice d'affari, stratosferico che probabilmente arricchiva anche alcune agenzie di viaggio che facevano riferimento alle false guide e proponevano via Internet l'intero pacchetto viaggio. Non si esclude, secondo gli investigatori, che i titolari di qualche agenzia si siano resi complici delle "guide" coreane: sotto questo aspetto le indagini sono in corso. A far esplodere il caso è stata una segnalazione della polizia provinciale. S'era verificato un caso di una guida sprovvista di autorizzazione. Ecco che gli uomini della "Polfer" hanno indagato sulle banchine della stazione Termini e hanno scoperto le false guide che ogni giorno ricevevano i turisti appena scesi dai treni. I coreani mettevano a disposizione pulmini e quindi iniziavano i "tour" assolutamente irregolari. Di queste 13 "guide" ben sette erano clandestine nel nostro paese e quindi sono state sottoposte a decreto di espulsione. Tutte sono state multate per migliaia di euro a causa della loro professione abusiva. «Il fenomeno è preoccupante - sottolinea Luca Odevaine, capo della polizia provinciale - perché molto ben organizzato. Riteniamo che tra il 47 e 48 per cento del turismo a Roma sia abusivo».