Impossibile viaggiare in Italia escludendo chiese, santuari, monasteri, palazzi episcopali, sedi di confraternite. E, infatti, il turismo religioso non soffre la crisi: viaggi raddoppiati tra il 2004 e il 2008, mentre nel 2009 il settore ha retto bene la recessione Tentiamo un esperimento. Chiudiamo gli occhi e proviamo a immaginare una città italiana. Cancelliamone dal tessuto urbano chiese, santuari e monasteri così come ospizi per pellegrini, palazzi episcopali, sedi di confraternite. Non eliminiamo solo gli edifici ancora oggi destinati al culto, ma anche quelli che nel tempo sono stati trasformati in musei, edifici amministrativi, abitazioni, alberghi. Il panorama ora non è spaventosamente vuoto? Proviamo a rifare il gioco cancellando dalle sale di un museo le opere di soggetto sacro. Ecco sparire una a una le opere. Appeso alle pareti resta ben poco. Anche per il turista più smaliziato è impossibile programmare un viaggio in Italia senza imbattersi nel sacro e confrontarsi con la dimensione della fede. I numeri forniti dal Touring Club parlano chiaro. Se duemila sono i siti archeologici, e rocche e castelli quarantamila, le chiese arrivano a novantacinquemila. Un patrimonio immenso distribuito su tutto il territorio grazie alla nostra storia di nazione policentrica, ma che ancora troppo spesso è visitato e raccontato come se le valenze artistiche e architettoniche fossero indipendenti da origine e funzione religiose. Dimenticando così la natura più intima dei luoghi, che invece è capace di muovere milioni di persone. Il turismo religioso è, anche in questi anni di crisi, uno dei settori in espansione. I dati Istat hanno rivelato che tra il 2004 e il 2008 i viaggi "religiosi" effettuati dagli italiani sono praticamente raddoppiati in valore assoluto ( 99,6), mentre nel 2009, in una generale contrazione, il volume dei movimenti ha sostanzialmente tenuto. Secondo stime del World Tourism Organization, nel 2009 il religioso ha coperto il 30 del turismo internazionale, con 330 milioni di viaggiatori. L'Italia, di questi flussi, ospita una parte importante: 40 milioni circa, soprattutto grazie a realtà come Roma, Assisi e San Giovanni Rotondo. Una mole di persone che comprende sia i pellegrini più "classici' , sia chi si muove motivato dalla voglia di conoscere l'arte e la natura dei territori che ospitano i luoghi sacri. Non rientrano in queste categorie quelli che potremmo chiamare i "pellegrini della bellezza". Sono coloro che, a prescindere dall'orientamento religioso, viaggiano per vedere con i propri occhi quanto creato dall'uomo. L'impatto con il sacro è quindi incidentale. Ma inevitabile. Per costoro l'arte resta un canale, se non "il" canale privilegiato attraverso cui incontrare di nuovo o per la prima volta il Vangelo. In questo panorama trasversale, il patrimonio italiano (artistico, paesaggistico ma anche etnoantropologico) diventa sempre più per la comunità ecclesiale una risorsa importante, specie in una fase di nuova evangelizzazione. Si tratta di tornare all'antico per essere moderni? Forse. Ma come ha affermato l'arcivescovo Giuseppe Betori, «l'erosione dei simboli cristiani operata dal processo di secolarizzazione» ha reso opachi «codici un tempo limpidissimi», con la conseguenza che «gli strumenti impiegati per secoli dalla Chiesa per comunicare rischiano oggi di essere muti». In risposta alle istanze di un nuovo pubblico, molto in questi anni è stato fatto. La chiave vincente sembra essere quella dell'esperienza. Lo dimostra il recupero dei pellegrinaggi a piedi. Il fenomeno risponde alle esigenze dei giovani, la cui religiosità si è fatta sempre più spirituale. Da qui il rinnovamento di pellegrinaggi tradizionali a santuari come Loreto, Pompei o Divino Amore. Sulla scia della rinascita di Santiago di Compostela, anche in Italia sono poi ritornati in auge i "cammini". A partire dalla via Francigena fino alla creazione di nuovi itinerari. È una realtà ormai ben radicata il Cammino di Francesco, nato nel 2003, che sulle orme del Poverello porta da Assisi a Roma passando per la Valle Santa reatina. Ancora tra Umbria e Lazio si snoda la Via Benedicti, dedicata al padre del monachesimo d'Occidente. Il Cammino delle Dolomiti, nel Bellunese, è invece un anello in trenta tappe che somma il trekking alpino al percorso spirituale. È infine di recente ideazione il Cammino dell'apostolo Tommaso, che ruota attorno alla tomba del santo a Ortona. Uno dei punti di forza del turismo religioso è infatti il connubio tra spiritualità, cultura e natura. «La dimensione religiosa accanto a quella culturale e naturale - spiega don Mario Lusek, direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale del turismo, tempo libero e sport della Cei - può offrire un turismo di qualità, perché più di altri valorizza la ricerca interiore alla base di ogni viaggio». È il caso del successo delle vacanze in monasteri o abbazie immersi in straordinari contesti ambientali. Mentre in molte città d'arte si stanno diffondendo iniziative per accogliere e accompagnare nei luoghi sacri i turisti. Non c'è solo il passato tra le risorse da offrire ricerca i luoghi dello spirito. Esiste ed è vitale un turismo del contemporaneo. In quanti si recano in "pellegrinaggio" a Ronchamp per ammirare la chiesa di Le Corbusier? Anche l'Italia non manca di importanti esempi di architettura sacra contemporanea, da Aalto a Riola e Michelucci a Firenze fino Fuksas a Foligno o Botta a Torino e Seriate o alla chiesa romana di Meier. Molte si trovano in zone periferiche, occasioni di riscatto sociale di aree altrimenti dimenticate né tantomeno interessate da flussi turistici. Perché il turismo religioso non fa bene solo all'ospite ma è anche spunto per una rinnovata presa di coscienza di chi il territorio lo vive ogni giorno. L'evento. ALLA FIERA DI MILANO LA BORSA INTERNAZIONALE La Bit (Borsa Internazionale del Turismo) è la grande vetrina italiana del turismo internazionale. L'appuntamento milanese, che quest'anno va in scena dal 17 al 20 febbraio presso il polo fieristico di Rho-Pero, coinvolge più di 5.000 espositori da 130 Paesi, mentre sono attese oltre 150.000 presenze, per più di due terzi di operatori professionali provenienti da 140 Paesi, che fanno in questi giorni di Milano la capitale delle proposte turistiche a livello mondiale.
Senza il sacro, scompare l'arte
Il turismo religioso è uno dei settori in espansione, con un aumento del 99,6% tra il 2004 e il 2008, e un volume di 330 milioni di viaggiatori nel 2009. L'Italia ospita una parte importante di questi flussi, soprattutto grazie a realtà come Roma, Assisi e San Giovanni Rotondo. Il patrimonio italiano, artistico, paesaggistico e etnoantropologico, diventa una risorsa importante per la comunità ecclesiale. Il turismo religioso è anche spunto per una rinnovata presa di coscienza di chi il territorio lo vive ogni giorno. La Borsa Internazionale del Turismo, che si svolge a Milano, è la grande vetrina italiana del turismo internazionale.
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