L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO ACCADEMICO. Alla cerimonia con autorità e 560 allievi emergono i problemi economici. E il sindaco auspica una trasformazione Così si potrebbe aprire ai privati e far fronte alla scarsità di risorse Perbellini: «La sede? La vera soluzione è restaurare quella storica» L'intervento del sindaco Flavio Tosi alla cerimonia nella facoltà di Giurisprudenza Accademia di belle arti Cignaroli, quasi 250 anni di storia alle spalle e davanti a sé molti obiettivi. Tra i quali, una sede all'altezza del prestigio della scuola. Un percorso di studi aderente alle opportunità del mercato artistico. Una didattica puntata alle avanguardie di un'arte sempre più globalizzata. Al termine della cerimonia d'apertura dell'anno accademico 2010-2011, si capisce che di strada da fare ancora ce n'è. E un primo passo è rappresentato dal nuovo corso per restauratori, elevato da 3 a 5 anni, per ora unico nel Nordest (a Venezia c'è il corso per collaboratori restauratori). Di tutto questo si è parlato, ieri, ospiti nell'aula magna di Giurisprudenza, alla presenza del presidente della Cignaroli Stefano Pachera, del vice Romano Tavella e del direttore Fernando De Filippi, con l'intervento del sindaco Flavio Tosi e degli assessori alla Cultura del Comune, Erminia Perbellini, già presidente dell'Accademia negli anni 1989-1992, e della Provincia, Marco Ambrosini. In platea, tra gli altri, il prefetto Perla Stancari e alcune «colonne» della Cignaroli come l'architetto Libero Cecchini, e una delegazione dei 560 allievi dell'Accademia. Perbellini è stata insignita del diploma honoris causa, al pari dell'architetto Manfredo Massironi e del cantante Lucio Dalla, i quali però non hanno potuto essere presenti alla cerimonia. Hanno tenutole loro lectiones magistrales il critico d'arte Achille Bonito Oliva, l'architetto Alessandro Mendini e il direttore per i Beni culturali d'Abruzzo Fabrizio Magani. Infine è stata inaugurata la galleria d'arte dell'Accademia, con la personale «Nel silenzio» di Francesco Avesani. Pachera, approfittando della presenza di Tosi, ha toccato il tasto dolente dei finanziamenti: «Ringraziamo Comune e Provincia, enti sovventori. E poi Fondazione Cariverona, Agec, Veneto Sviluppo, Agsm, Banco Popolare e prima circoscrizione, grazie ai quali abbiamo coperto circa il 10 per cento del bilancio. Ma speriamo che il federalismo fiscale porti risorse anche all'Accademia. Negli ultimi quattro anni, la Cignaroli ha sborsato 400 mila euro di imposte, nonostante il suo servizio pubblico senza scopo di lucro». Il sindaco non ha potuto che ammettere la scarsa attenzione di cui finora l'Accademia ha goduto a livello statale. E ha incoraggiato la sua trasformazione in fondazione. Cosa che, ha spiegato Pachera, «permetterà di far entrare in società enti, aziende e privati interessati ad arte e formazione». De Filippi ha sottolineato i successi, fra cui 80 nuovi corsi in materie innovative, il progetto Erasmus, i contatti con la Cina, il progetto avviato con il Conservatorio per gli scambi artistico-musicali con gli allievi di varie sedi europee. Un monito è arrivato dagli studenti, tramite la rappresentante Alessia Dorigoni: «La succursale, in lungadige Gatta rossa, rispecchia il generale degrado dell'università italiana». I ragazzi lamentano l'insufficienza di laboratori e attrezzature: «Per raggiungere obiettivi migliori ci vogliono spazi adeguati». Appunto, la sede: non si pensava di spostarla all'Arsenale o al Polo culturale? Per Pachera la questione è «in stand-by». Perbellini dice che «la soluzione migliore è restaurare la sede storica». Quando, però, non si sa.