Vertice con Fitto. Il ministro: non daremo altri soldi a chi non spende quelli già disponibili Pompei e Forum nel Piano Sud Gli scavi di Pompei nel Piano Sud come grande attrattore meridionale. E pressing sul governo per far entrare nel programma targato Tremonti anche il Forum delle Culture 2013. Il governatore Caldoro: «C'è un grande interesse dei privati sul sito di Pompei. Che possono intervenire con restauri di opere specifiche, come Della Valle a Roma, ma anche nella gestione che, secondo me, deve essere più privata che pubblica». E sul Forum: «Il Comune di Napoli l'ha reso un evento locale». Il ministro Raffaele Fitto, invece, parla degli 80 miliardi del Piano e precisa: «Non intendiamo immettere risorse in un sistema che non spende quelle già disponibili». NAPOLI Pompei e il Forum delle Culture 2013 nel Piano Sud. Il primo è già stato inserito in un accordo come attrattore interregionale. Il secondo è, per ora, nei desiderata della giunta regionale che sta avviando un pressing sul governo nazionale per «sprovincializzare» l'evento e renderlo strategico per il Mezzogiorno. «Con Puglia, Calabria e Sicilia spiega il presidente campano Stefano Caldoro abbiamo affrontato il tema dei programmi interregionali, i Poin, e abbiamo firmato un verbale comune in cui chiariamo che il tema Pompei non è né campano, né italiano, ma mondiale e dunque non può non avere un peso nella programmazione comune alle regioni meridionali. Sarà un attrattore». Cosa vuol dire Pompei obiettivo strategico? Caldoro lo chiarisce: «E' chiaro che la competenza sul sito è nazionale. Pompei è gestita tramite una sovrintendenza speciale che spesso non riesce a spendere neanche quello che incassa (20 milioni di euro). Altra questione, e questo compete alla Regione, è la valorizzazione del bene dove si possono mettere in campo azioni di contesto innovative. Nei prossimi dieci anni il sito archeologico di Pompei sarà visitato da 30 milioni di persone. Mi chiedo attualmente i 3 milioni di visitatori cosa producono per il territorio? Poco o nulla. Da qui la necessità di governance efficienti ed efficaci». I privati, come per il Colosseo a Roma, che sarà restaurato dall'industriale Diego Della Valle. «C'è una grande attenzione dei privati prosegue Caldoro che possono entrare sostenendo il restauro di opere specifiche, come è accaduto a Roma, ma anche lavorando con il pubblico. Ed io penso che la gestione debba essere più privata che pubblica». Quanto al Forum delle Culture 2013 c'è un forte pressing da parte della Regione Campania affinché rientri nel Piano Sud. «Ricordiamo tutti le polemiche tra il Comune di Napoli e prima il ministro Rutelli e poi Bondi ancora il presidente della giunta regionale . Il Comune ha fatto una scelta sbagliata riducendo il Forum in un evento locale. Abbiamo istituito la cabina di regia in cui per la prima volta siede un rappresentante del ministero degli Esteri proprio per renderlo almeno regionale. Stiamo ora chiedendo al governo di inserire il Forum nel Programma interregionale degli attrattori culturali. Per dare quanto più respiro possibile all'iniziativa. Questo è il senso delle lettere che abbiamo inviato a Roma». Al fianco di Caldoro, il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto che prosegue il suo tour meridionale obiettivo: riempire di contenuti quella che per ora è la cornice Piano Sud. La prima azione messa in campo dal governo nazionale è la verifica delle risorse, tra Fas e Fondi europei, non spesi, che vanno rimodulati. Il quadro effettivo lo si avrà entro il prossimo 28 febbraio. Ma, senza paura di smentita, Fitto parla addirittura di 100 miliardi di euro disponibili. Dunque, se fosse vero ciò che dice il ministro pugliese, ci sarebbero ulteriori 20 miliardi, che si aggiungerebbero al Piano Sud da 8o miliardi per dieci anni. Che corrispondono a i miliardo all'anno per ogni regionale meridionale. Cifre da far girare la testa Che, però, negli anni sono state sostitutive e non aggiuntive. Come ha spesso lamentato lo stesso Caldoro. Fitto mette in chiaro che non si intende affatto «continuare a immettere risorse in un sistema che non spende quelle già disponibili, o le spende con fatica». E che dunque sarà fissato un criterio che è quello «di chi fa che cosa e in quali tempi e soprattutto per stabilire cosa succede se chi doveva agire non lo ha fatto». I paletti del Piano Sud sono stati fissati: 8 aree strategiche, strumenti di governance innovativi, obiettivi strategici e non frammentazione della spesa e, aggiunge il politico Caldoro, «la consapevolezza che le politiche per il Sud si affrontano con le regioni». Ma dicevamo il Piano Sud per ora «è una straordinaria cornice» (copyright caldoriano), ma resta ancora aperta tutta la questione che riguarda gli incentivi automatici, indispensabili per le imprese meridionali in carenza di ossigeno. La Regione Campania vorrebbe ripristinare il credito d'imposta di dalemiana memoria Ma su questo punto la strada è ancora lunga
Caldoro: Pompei più privata che pubblica
Il ministro Raffaele Fitto ha confermato che il governo non intende immettere ulteriori risorse nel Piano Sud, ma ha anche affermato che ci sono 100 miliardi di euro disponibili. Il presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, ha sottolineato che il sito di Pompei è un'attrattore interregionale e che il governo nazionale dovrebbe sostenere la valorizzazione del bene archeologico. Caldoro ha anche affermato che la gestione del sito dovrebbe essere più privata che pubblica. Il ministro Fitto ha precisato che il governo non intende spendere ulteriori risorse nel sistema che non spende quelle già disponibili. Caldoro ha anche richiesto al governo di inserire il Forum delle Culture 2013 nel Programma interregionale degli attrattori culturali.
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