Stoccata al Comune sul Forum delle culture del 2013 Il governatore: "Allo stato la kermesse è ancora un evento locale, tenteremo di elevarla al rango regionale". Lintesa con il ministro Fitto OBIETTIVO Pompei. Gli scavi sembrano essere il primo punto su cui concentrare la ristrutturazione della spesa alla quale Regioni e governo stanno mettendo mano nellambito del nuovo Piano Sud. Un obiettivo lanciato ieri dal presidente Stefano Caldoro e dal ministro Raffaele Fitto, che ha assunto lincarico di guidare il dipartimento per le politiche di coesione. Il primo frutto, almeno al sud, è lintesa con Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sui programmi interregionali (Poin). Due in particolare, quello per gli attrattori culturali e turismo, e quello per lenergia. Oltre 2.5 miliardi in tutto, che verranno gestiti con lidea ormai dominante di concentrare gli sforzi. E dunque, nellambito del Poin cultura, «punteremo molto su Pompei - dice Caldoro - si tratta di un tema di rilevanza europea. Anche il commissario europeo alle politiche regionali Johannes Hahn si è espresso favorevolmente alla rimodulazione dei fondi». Un tema non strettamente locale, il sito archeologico è ovviamente di competenza nazionale. Ma, dice Caldoro, bisogna metter mano a una struttura «che non riesce a spendere quello che incassa» e che nei prossimi dieci anni può fare 30 milioni di visitatori. Caldoro chiama esplicitamente in causa anche il possibile concorso di privati, «come è avvenuto per il Colosseo». Pompei è uno degli esempi di quello che governo e regioni stanno mettendo in piedi. Fra Fas non spesi (il 48 per cento) e le risorse europee liberate dalla vecchie procedure di sponda, potrebbe esserci una liquidità di circa 10 miliardi da reinvestire. «Entro febbraio - dice Fitto - chiuderemo la verifica della spesa fino al 2006». Poi da aprile sarà operativo il piano per il sud, che congloberà i Fas del 2007-2013 e i Pon. Un lavoro che ovviamente impegna anche gli uffici del ministero di Giulio Tremonti. «Ci siamo dati tempi stretti - aggiunge Fitto - cè un problema di credibilità con lUnione europea, che è diffidente nei nostri confronti per il comportamento avuto in passato». Ad esempio, aggiunge Fitto, se non si vedono sforzi sui tre assi ferroviari (Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Catania) «cè serio rischio di revoca delle risorse». A sua volta Caldoro nota che «siamo impegnati a una verifica su tutti i programmi vecchi e poi nella nuova programmazione che riguarda sia i programmi operativi regionali che i fondi Fas e lintegrazione dei Poin nazionali. Tutto questo fa circa ottanta miliardi per i prossimi dieci anni». Lo stesso Caldoro non esclude che dalle parti di Pompei e del suo Poin si possa tentare anche laggancio al Piano sud del Forum della Culture, richiesto dalla sua amministrazione. «Allo stato è ancora un evento locale - dice Caldoro riferendosi agli errori fatti fin qui dal Comune - Tenteremo di elevarlo al rango regionale e, con la collaborazione della Farnesina, di coordinarlo poi col Poin di Pompei». Quanto ai Fas, Fitto si fa carico del loro dirottamento agli alluvionati del nord in sede di decreto Milleproroghe. Ma spiega: «Si tratta dei Fas nazionali, da distinguere da quelli regionali. E, poiché è previsto che questi siano divisi con un 85 al sud e il resto al nord, confido di potere riequilibrare il conto finale facendo rientrare quelli appena stanziati col Milleproroghe nella quota del 15 per cento del nord». Infine il ministro, rendendo omaggio alle Regioni per la collaborazione, spezza una lancia a loro favore anche sul tema del riparto del fondo sanitario: «Le Regioni meridionali fanno bene a sostenere una battaglia per il riequilibrio delle risorse. I criteri di riparto sono del 1996, obiettivamente penalizzano il Sud».