Serve un contributo extra. E per il 2011 buco di 15 milioni In forse la nomina di Gustavo Dudamel a direttore principale ospite: ha firmato un contratto in Usa Tra le ipotesi il ricorso al Lirico come secondo palco per aumentare le recite e gli incassi La Scala chiama a raccolta i soci fondatori, pubblici e privati, chiedendo loro un contributo straordinario per ripianare il deficit del 2010 dovuto ai tagli statali alle fondazioni liriche. Il consiglio di amministrazione lo ha deciso nella seduta di ieri, con buone speranze che per il sesto anno consecutivo il teatro realizzi il pareggio di bilancio, in modo da ottenere da una parte lattesa autonomia promessa da Roma e, dallaltra, la possibilità di pagare ai dipendenti la terza tranche dellintegrativo firmato nel 2008. Il disavanzo previsto di 5,4 milioni (a questa cifra ammonta infatti il taglio ministeriale), si legge in un comunicato della Scala, «risulta molto più contenuto grazie a una attenta e oculata gestione», anche se il risparmio non è stato quantificato. I consiglieri hanno subito risposto positivamente: «Ciascuno farà la sua parte per sostenere la Scala» ha assicurato Massimo Ponzellini, presidente della Banca Popolare di Milano. Ma se nel 2010 la crisi potrebbe essere superata in extremis, nonostante il decreto Milleproroghe non preveda altri finanziamenti per la Scala, la situazione per il 2011 si mette molto male. E qui scatta lallarme. La previsione di buco, inizialmente di 17 milioni di euro, si assesta invece sui 15, tenuto conto del fatto che dal governo arriveranno nelle casse della Scala 3 milioni in più, ma che il teatro ne perderà uno perché sono cambiate le percentuali di ripartizione del Fondo Unico per lo Spettacolo. Un deficit comunque enorme, che preoccupa i vertici così come i dipendenti. «Se le riduzioni saranno così penalizzanti - ha detto il vicepresidente Bruno Ermolli - è chiaro che dovremo rivedere tutto. Non è tanto questione di confermare unopera o unaltra». Una delle ipotesi, secondo i bene informati, sarebbe puntare a un secondo palcoscenico per la Scala, e precisamente il Lirico, per poi spalmare gli oltre 800 dipendenti fissi più gli stagionali (troppi, secondo alcuni) sulle due sale, aumentando il numero delle recite e gli incassi al botteghino. I rappresentanti sindacali, convocati subito dopo la riunione del cda, esprimono soddisfazione per il 2010 e preoccupazione per il 2011. «La scelta di fare appello ai soci è corretta nei confronti dei dipendenti - spiega Silvio Belleni, della Fistel Cisl di Milano - perché permetterà lerogazione del premio di risultato e il raggiungimento dellautonomia. Daltro canto col deficit previsto per il 2011 è difficile immaginare riduzioni di spesa. Secondo i conteggi si arriverebbe a pagare gli stipendi solo fino a settembre». Aggiunge Domenico Dentoni, della Uilcom Uil milanese: «Se non ci saranno veloci ripensamenti sarà in discussione la programmazione produttiva e artistica del teatro. È bene che il sindaco e la politica facciano sentire la propria voce e che intervengano prima che la situazione diventi irreparabile». Sul fronte artistico, intanto, sembra si sia verificata una battuta darresto nelle trattative con il giovane direttore venezuelano Gustavo Dudamel, che avrebbe dovuto essere nominato direttore principale ospite a breve. Il maestro ha firmato un contratto fino al 2019 con la Los Angeles Philarmonic e potrebbe avere poco tempo da dedicare alla Scala, che ora sta tentando il tutto per tutto per convincerlo.