Scritto il 18 febbraio 2011. "I vigneti del Piemonte sono un esempio eccezionale e unico di un paesaggio viticolo culturale derivante dalla interazione tra uomo e natura da diversi secoli". Si conferma l'impegno dell'assessore e Vice Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, Ugo Cavallera, a sostegno dell'unico territorio candidato dall'Italia per il 2011 nella lista dei beni patrimonio dell'Unesco. Giovedì 17 gennaio si è svolto il primo consiglio di amministrazione dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella sede del palazzo della Provincia di Asti. Durante il Cda sono state definite le prime linee operative in attesa dell'istruttoria dell'Unesco sul dossier di candidatura presentato a fine gennaio, negli uffici dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura di Parigi. Con questo progetto, promosso dal Ministero per i beni e le attività Culturali, dalla Regione Piemonte e dalle province di Alessandria, Asti e Cuneo, si vuole dare un importante e adeguato valore ai paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato con il coinvolgimento di oltre 200 comuni totalmente o parzialmente inseriti nel perimetro territoriale interessato. Luoghi che rappresentano in Piemonte le aree a più alta vocazione della Regione per la presenza di una estensione vitivinicola soprattutto dal punto di vista della qualità dei vitigni autoctoni. Testimonianza eccezionale dello sviluppo e della diversificazione della viticoltura e della produzione di vini molto noti, il territorio dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte è costituito da aree caratterizzate dalla frammentazione in migliaia di vigneti privati di piccole dimensioni, risalenti alla tarda antichità e al medioevo. Le componenti del bacino di Langhe-Roero e Monferrato rappresentano uno straordinario esempio di interazione tra società e ambiente. Nel corso dei secoli, i filari di viti, le cascine, e le forme di vita tradizionale sono stati integrati in un ambiente rurale,dando vita ad un paesaggio vivente dove ogni trasformazione è dovuta alla determinazione dell'uomo nell'ottimizzare forma, contenuti e funzioni in relazione alla coltivazione della vite. Oltre a contribuire alla formazione del paesaggio culturale nella sua integrità complessiva e alle sue qualità estetiche, le diverse parti si distinguono per il loro carattere specifico, espresse nelle variegate forme di geomorfologia, idrografia, clima e vegetazione, così come nelle tecniche di coltivazione, e nel carattere sociale, architettonico e identitario degli insediamenti. Il sito seriale candidato e la sua buffer zone sono oggetto di tutela legislativa a diversi livelli amministrativi. A livello nazionale, la zona è protetta dalla legislazione nazionale relativa alla protezione dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs 422004). A livello regionale, sono attivi diversi strumenti giuridici per tutelare il paesaggio culturale. Inoltre il Piano Paesaggistico Regionale è in corso di approvazione e attuazione. A livello comunale, il principale strumento di tutela è il Piano Regolatore Comunale, che prevede norme specifiche per la protezione delle aree d'insediamento storico. I comuni maggiormente coinvolti nella candidatura hanno aggiunto nuovi impegni affinché i loro Piani Regolatori prevedono norme specifiche e linee guida per la tutela delle zone di particolare pregio paesaggistico. Per quanto riguarda la gestione generale del territorio, il Piano di Gestione è basato sugli strumenti giuridici adottati e approvati dalle autorità competenti mentre l'attuazione della gestione è coordinata da un associazione creata appositamente per questo scopo. La tutela e difesa del territorio piemontese è prevista non solo per le aree candidate nell'Unesco. La Regione Piemonte ha dichiarato all'articolo 1 della legge regionale 14 del 2008 che "riconosce il paesaggio come componente essenziale del contesto di vita della popolazione e ne preserva i valori culturali e naturali". Una delle linee strategiche che danno attuazione a questo impegno si è concretizzata nello stanziamento di risorse economiche per finanziare la ricerca della qualità nel progetto di paesaggio, attraverso il ricorso al concorso di idee o di progettazione, così come per finanziare progetti per il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione della qualità paesaggistica ricercando soluzioni progettuali che possano rappresentare delle buone pratiche esemplari, in modo da innescare processi virtuosi. Per l'anno 2010 sono pervenuti quindici progetti per la qualità paesaggistica e una richiesta di finanziamento per la predisposizione di concorsi di idee e di progettazione. Inoltre, la legge regionale n. 20 del 14 luglio 2009 conferma lo "snellimento delle procedure in materia di edilizia e urbanistica", peraltro in fase di revisione, prevede interventi per il recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente. Vista la crescente sensibilizzazione sulla qualità dei prodotti viticoli ed enogastronomici, l'azione di valorizzazione del paesaggio di Langhe, Roero e Monferrato converge con altre politiche per la tutela nel territorio piemontese.