CHIETI. Prevista per oggi la ripresa dello scavo archeologico di piazza Valignani. Dopo il chiarimento tra Comune e soprintendenza in occasione del sopralluogo di sabato l'architetto Antonio Ciccarini, responsabile del settimo settore lavori pubblici, ha aderito alle richieste della dottoressa Adele Campanelli, direttrice del museo La Civitella, acconsentendo alla proroga per una settimana dell'utilizzo dei mezzi e delle maestranze della ditta Cogema srl che ha fatto i lavori di riqualificazione. I rilievi andranno avanti per verificare l'esistenza di altre presenze archeologiche a ridosso dello stupendo mosaico di epoca imperiale (I-n secolo d.C.) e degli altri manufatti già portati alla luce dall'archeologa Luciana Tulipani e dell'assistente di scavo Emanuela Ceccaroni. Nel frattempo si sta studiando una soluzione per la copertura finanziaria dei reperti che, in ogni caso, sarà cantierabile dopo Natale. L'architetto Ciccarini ricorrerà alla Cassa depositi e prestiti affinché al Comune sia permesso un «diverso utilizzo», questo l'escamotage burocratico, di una tranche di fondi, circa 60 mila euro, già disponibili per piazza Valignani. Come contropartita la soprintendenza acconsente alla riapertura al traffico di via Cesare De Lollis «sacrificando» quella parte dello scavo che sarà sovrastata da opere di sostentamento della ricomposta carreggiata. Un compromesso che gli enti giudicano necessari per rispondere alla necessità di sicurezza dei residenti tenuto conto che allo stato è ancora inibito il transito di mezzi di soccorso e pronto intervento nell'importante via. E mentre i due enti concordano anche sullo sfruttamento del tunnel di servizio sottostante corso Marrucino quale elemento di congiunzione per gallerie e cisterne romane della Chieti sotterranea, dietro l'angolo si profilano i prossimi lavori di riqualificazione di piazza San Giustino. Questa volta il Comune è stato più solerte nell'invitare la soprintendenza ai propedeutici saggi archeologici. L'area, dal lato di largo Cavallerizza, è stata già oggetto di recenti «carotaggi» che hanno portato alla luce maioliche cinquecento-settecentesche di ottima fattura. Ma non si esclude la presenza di reperti di epoca romana. Ci troviamo, infatti, nella zona immediatamente a ridosso dell'ex via Ulpia. Di sicuro sotto il battistero della cattedrale ci sono i resti documentati di un tempio pagano ed alcuni lavori per la posa di tubature di servizio, pavimentazione e ristrutturazione effettuati negli anni scorsi in piazza e nelle stradine limitrofe hanno evidenziato, per dirla con le parole del Vicoli, diversi «segni dell'antica grandezza».