Il centro storico sarà affidato direttamente al sindaco che nominerà un super direttore. È il piano che sarà presentato oggi per scongiurare il pericolo che il centro storico potesse essere depennato dalla lista dei beni tutelati dell'Unesco. Il documento redatto in fretta e approvato in extremis dalla giunta comunale proprio per evitare i rischi di esclusione ha scontentato, però, le associazioni ("I cittadini non sono stati sufficientemente coinvolti» dice l'architetto Giulio Pane). Pollice verso anche da parte della Sovrintendenza che spera in correttivi. Ancora irrisolto il nodo delle risorse. Un super direttore per il centro storico di Napoli. Lo prevede il piano di gestione, redatto dal Comune di Napoli che sarà presentato oggi (ore 10) nella sala giunta di Palazzo San Giacomo. Lo ha annunciato l'assessore comunale all'Edilizia Pasquale Belfiore partecipando a una tavola rotonda organizzata dai comitati "Città Antica", guidato da Tiziana Iorio e "Centro storico", presieduto da Raffaele Raimondi per presentare uno studio interdisciplinare promosso dall'Unione Industriali di Napoli e dalla Camera di Commercio. «Abbiamo previsto - ha spiegato Belfiore - la creazione di un Dipartimento centro storico Unesco con a capo un direttore-conservatore nominato direttamente dal sindaco che avrà poteri speciali di intervento. Ci serve una struttura di gestione agile e snella, in modo da superare l'attuale farraginosità burocratica che ci impone di dover consultare cinque assessori prima di poter cambiare ima semplice lampadina». Il centro storico Unesco sarà affidato direttamente al sindaco che nominerà un super direttore e non più come, accade oggi, ai vari assessori per le singole competenze delegate. Questa la novità più importante di un documento atteso da anni negli uffici Unesco, votato in extremis dalla giunta comunale pur di scongiurare il pericolo che il centro storico, inserito tra i beni tutelati dall'Unesco nel 1995, potesse essere depennato dalla prestigiosa lista. Un documento diviso in tre parti: una prima sezione introduttiva con i fondamenti della gestione e i principali progetti, una seconda di approfondimento con l'elenco, per esempio, delle proprietà immobiliari della Curia e una terza, ricca di allegati che contiene anche le risposte alle osservazioni sollecitate proprio dai funzionari Unesco nella loro visita in città del dicembre 2007 sull'indicazione della perimetrazione e delle zone cuscinetto. Un documento redatto in fretta che scontenta le associazioni («I cittadini non sono stati sufficientemente coinvolti» dice l'architetto Giulio Pane) e anche la Sovrintendenza. «Il Comune ha svilito il nostro ruolo - spiega il sovrintendente Stefano Gizzi - invitandoci a presentare semplici osservazioni, come qualsiasi altro ente, avremmo gradito una maggiore concertazione». Entrando poi nel merito Gizzi aggiunge: «Il piano di gestione non è calato nella realtà napoletana, è un format che potrebbe andar bene per Napoli, come per Philadelphia o Rio de Janeiro». Ma l'assessore Belfiore non ci sta e sottolinea il risultato storico di aver redatto un piano atteso da anni. «Il piano di gestione non è certo la Magna Charta ma almeno adesso abbiamo un documento da cui partire e che può essere migliorato con il contributo di tutti». E la sovrintendenza spera appunto che vengano accolte le osservazioni presentate lo scorso 26 gennaio: la predisposizione di un codice di pratica per il restauro, la valorizzazione delle porte di accesso alla città storica e, in particolare, Porta Capuana e valorizzazione dei sistemi culturali attraverso possibili itinerari tematici come il sistema delle fabbriche angioine e rinascimentali, quello della scale aperte del Sanfelice e quello delle arti contemporanee. Ci sono poi critiche strutturali. «Il piano di gestione non parla del sottosuolo e del dissesto idrogeologico» dice Giovan Battista de Medici, geologo dell'università Federico II di Napoli. E, infine, c'è il nodo risorse. Nel piano di gestione il Comune impegnerà il 15 sull'indebitamento del bilancio. Inoltre, i 200 milioni di euro destinati al centro storico di fondi Piu (piano integrato urbano) Europa stanziati in una delle ultime delibere della giunta Bassolino, poi sospesa dal governatore Caldoro, sono ancora congelati anche se l'assessore regionale all'Urbanistica Marcello Taglialatela, dopo aver sottolineato il clima di collaborazione con Palazzo San Giacomo, assicura che saranno presto erogati. «Abbiamo deciso di farli confluire in un programma più ampio che comprende anche il Forum delle Culture e il Poin (programma operativo integrato) turismo - dice - e non aspetteremo le elezioni comunali per sbloccare i fondi».
Napoli, Comune. Un super dirigente così il centro storico rientra nell'Unesco
Oggi il Comune di Napoli presenterà un piano di gestione per il centro storico, redatto in fretta e approvato dalla giunta comunale per scongiurare il pericolo che il centro storico potesse essere depennato dalla lista dei beni tutelati dell'Unesco. Il piano prevede la creazione di un Dipartimento centro storico Unesco con a capo un direttore-conservatore nominato direttamente dal sindaco. Il centro storico sarà affidato direttamente al sindaco che nominerà un super direttore. Il piano è stato sottoposto alle associazioni e alla Sovrintendenza, che hanno espresso critiche e richieste di miglioramento. Il Comune ha svilito il ruolo della Sovrintendenza e ha invitato semplici osservazioni.
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