Rischia di diventare un caso la crisi personale che pare aver colto il ministro per i Beni culturali. Sandro Bondi non frequenta più come dovrebbe il dicastero di via del Collegio Romano ormai da due mesi, da quando. in seguito ai crolli di Pompei, l'opposizione ha presentato contro di lui una mozione di sfiducia. Bondi l'ha presa malissimo, decidendo di mollare indipendentemente dall'esito (per lui positivo) del voto di gennaio. Che non scherzasse si è visto anche dagli scatoloni che ha tatto preparare, infilandoci i suoi effetti personali e sgombrando l'ufficio. Da allora, se ci sono documenti urgenti da firmare, un commesso viene spedito a casa sua. Nel vuoto di potere creato dall'assenza del ministro, gli affari correnti sono affidati al sottosegretario Francesco Giro. In breve: Bondi vorrebbe dimettersi. ma il presidente del Consiglio Berlusconi non gradisce; vuole evitare altri pericolosi scossoni. Così al ministro non resta che continuare a coltivare quello che confessa essere il suo sogno: occuparsi di libri. Per coronare il quale, anche come semplice redattore. confessa addirittura di avere avviato contatti con una importante casa editrice.