«E' una decisione grave quella di tagliare i finanziamenti alle Fondazioni liriche e quindi alla Fenice. Il nostro teatro negli anni ha consolidato un ruolo importante in città e nel resto del mondo, all'altezza della sua storia prestigiosa. È il momento di essere uniti in difesa del teatro». Barbara di Valmarana, presidente della Fondazione amici della Fenice non ha certo gradito l'annunciato taglio al Fus che metterà in ginocchio il teatro di campo San Fantin. Si riprende a parlare, così, di posti di lavoro in pericolo e di stipendi del personale a rischio. Per questi motivi Barbara di Valmarana ha anche spedito una lettera al ministro della Cultura Sandro Bondi. «Le somme stanziate - scrive la presidente - non soltanto non servono ad affrontare le sfide culturali e gestionali dei teatri lirici, ma si accentua quello stato di incertezza che mi auguro non debba precludere all'aggravarsi di una situazione già pesante. Mi auguro che lei trovi una via possibile per consentire alla Fenice di proseguire la sua prestigiosa attività». Massimo Contiero, direttore del Conservatorio Benedetto Marcello, è un fiume in piena contro il governo. «Se si pensa di risolvere i problemi dell'economia tagliando nella cultura è davvero ridicolo - attacca - in passato ho anche documentato alcuni grandi sprechi che hanno pesato parecchio sul bilancio nazionale: il mancato vertice del G8 alla Maddalena, le spese d'affitto per gli uffici dei parlamentari o le agende di Camera e Senato. All'estero siamo conosciuti non per la nostra classe politica, ma per figure di fama internazionale come Muti, Abbado e Pollini. Ma non è solo la musica lirica a soffrire. Pensi che in tutti i conservatori italiani - conclude Contiero - costano come la sola Università di Catania. Ci sono problemi molto gravi, forse questo governo vuole spendere le proprie risorse solamente su giostre e sagre paesane». «Un commento? In questo modo si rischia la chiusura - dice Laura Barbiani, presidente del Teatro stabile del Veneto - anche se va detto che pure l'anno scorso si era partiti con un taglio forte del Fus che poi è stato reintegrato in autunno. Bisogna capire bene quale sarà la linea del governo, anche se è del tutto evidente che non si può restare a questi livelli. Se così fosse la Fenice sarebbe costretta a licenziare e noi, invece, non potremmo più produrre. Per questo dico che lo spettacolo dal vivo deve essere sostenuto, l'85 per cento delle nostre spese nasce dal costo del lavoro e noi non possiamo alzare più di tanto i prezzi dei biglietti che sono stabili da ben otto anni. E poi - conclude - ricordiamoci sempre l'indotto per le altre attività economiche che si sviluppa attorno agli spettacoli».
VENEZIA - Tagli teatri, la protesta alza la voce
Il governo ha annunciato di tagliare i finanziamenti alle Fondazioni liriche, compresa la Fenice, il teatro di campo San Fantin. La presidente della Fondazione amici della Fenice, Barbara di Valmarana, ha speso una lettera al ministro della Cultura Sandro Bondi, lamentando la situazione di incertezza che potrebbe precludere all'aggravarsi di una situazione già pesante. Il direttore del Conservatorio Benedetto Marcello, Massimo Contiero, è contro il governo, affermando che tagliare la cultura per risolvere i problemi dell'economia è ridicolo. Ha anche documentato grandi sprechi nel passato, come il mancato vertice del G8 alla Maddalena.
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