Del primo fascicolo, finito in prescrizione, si era occupato lattuale sostituto procuratore generale di Catania Citazione diretta a giudizio, così come prevede il codice di procedura penale per questo genere di reati. La Procura di Modica chiude le indagini sulla villa che il presidente della Regione Lombardo stava costruendo a poche decine di metri dalla spiaggia sulla strada Marza-Pachino, in territorio di Ispica e porta davanti al giudice monocratico la moglie del governatore, Saveria Grosso. A lei, dopo il primo sequestro avvenuto diversi anni fa, Lombardo ha passato la titolarità del terreno sul quale - ad avviso della Procura della Repubblica guidata da Francesco Puleio - si stava costruendo senza rispettare la normativa. Insomma, un caso di abusivismo edilizio come ce ne sono a migliaia in un territorio di grandi bellezze naturali ma già molto devastato. Il cantiere nel quale, su quel che resta di un vecchio rudere, Lombardo stava tirando su una villetta panoramica a pochi metri dal demanio marittimo era stato sequestrato nellottobre scorso dal gip di Modica Patrizia Di Marco su richiesta del procuratore Puleio che ha seguito personalmente la vicenda. Un sequestro preventivo, eseguito dagli uomini della Capitaneria di Porto, che hanno nuovamente interrotto i lavori che il governatore tenta di portare a compimento da quasi dieci anni. Siamo al chilometro 12,400 della strada Marza-Pachino. Lì cera un vecchio rudere che, secondo gli inquirenti, il presidente della Regione avrebbe tirato giù quasi del tutto per ricostruire una villetta di settanta metri quadri. I lavori erano cominciati già nel 2004 ma erano stati bloccati da un primo sequestro preventivo per la mancanza di alcune delle autorizzazioni previste dalla legge, come il nullaosta della Capitaneria di Porto obbligatorio per tutte le opere entro i trenta metri dal demanio marittimo, come appunto il terreno di Lombardo che insiste nella riserva naturale "Pantani della Sicilia" sottoposta a vincolo archeologico e dunque soggetta anche ad autorizzazione della Soprintendenza ai Beni culturali. Allora, dopo il primo sequestro, il Comune di Ispica emise unordinanza di sospensione dei lavori, Lombardo comunicò linizio dei lavori di demolizione del basamento in muratura ed il procedimento penale rimase in un cassetto della Procura allora guidata da Domenico Platania, oggi sostituto procuratore generale a Catania, e finì in prescrizione. Ottenuto finalmente il dissequestro dellarea, Lombardo ha deciso di riprovarci chiedendo questa volta le autorizzazioni a nome della moglie alla quale ha donato la proprietà del terreno. Ricevuti i nullaosta dellassessorato regionale al Territorio (nel frattempo divenuto competente con la nuova legge) e della Soprintendenza, il governatore ha ripreso i lavori con una semplice denuncia di inizio attività, sufficiente nel caso di ripristino della struttura già esistente. Ma, a giudizio dei magistrati della Procura di Modica, quello che il governatore stava facendo era ben altro. Del vecchio rudere non sarebbe rimasta traccia. Da qui il nuovo decreto di sequestro che ha resistito anche al tribunale del riesame di Ragusa al quale si era subito rivolto il legale di Lombardo, Salvatore Poidomani. a.z.
SICILIA - Villa abusiva sulla spiaggia di Ispica a giudizio la moglie del governatore
La Procura di Modica ha chiuso le indagini sulla villa che il presidente della Regione Lombardy, Roberto Lombardo, stava costruendo a poche decine di metri dalla spiaggia sulla strada Marza-Pachino, in territorio di Ispica. La villa era stata costruita senza rispettare la normativa e il terreno era stato sequestrato nel 2022. Il governatore aveva tentato di riprendere i lavori, ma la Procura ha deciso di sequestrare nuovamente l'area. La villa era stata costruita su un vecchio rudere che era stato demolito e sostituito con una villetta di settanta metri quadri. La Procura ha accusato Lombardo di abusivismo edilizio e di aver violato la normativa.
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