Le risorse: pronti 220 milioni, cifra non più impegnata per turare la falla della sanità Progetti su un chilometro per scacciare i fantasmi degli ispettori Unesco Un chilometro per cambiare il futuro di Napoli. E per scacciare i fantasmi degli ispettori Unesco che hanno più volte minacciato di «sanzionare» il degrado del centro storico. Lobiettivo è non fare una figuraccia al Forum delle culture. Le risorse economiche verranno garantite dai 220 milioni che non saranno più stornati per turare in piccola parte la voragine della sanità. Più altre risorse che verranno dai Poin e dal piano Più Europa. Nel dettaglio, il chilometro della speranza sarà la «vetrina» della città, mentre gli appuntamenti importanti si svolgeranno alla Mostra dOltremare, trasferendo Edenlandia nelle ex caserme di Miano, nella ex Nato, sempre che il complesso sia liberato, e, in parte, a Bagnoli. Lannuncio lo hanno fatto ad una voce Comune e Regione e lassessore Taglialatela è stato esplicito: «Si voleva fare il Forum a Bagnoli, ci siamo opposti perché sarebbe stata una follia». Tutto è successo, e senza preavviso, ieri mattina a Palazzo Reale dove lassessore comunale Belfiore ha confermato che il piano di gestione del centro storico, per fermare la mannaia dellUnesco, sarà presentato stamattina alle 10. Anche se non piace ai Comitati civici e non va giù neanche alla Soprintendenza che ha lamentato di aver svolto un ruolo poco attivo. Latmosfera era pesante, insomma, ma, di colpo, le tensioni si sono attenuate. Ed è scoppiato perfino un amore, anzi si è formata una «coppia di fatto» come scherzosamente lassessore comunale Belfiore ha definito lintesa con la Regione sulle cose da fare. Tutto liscio, dunque, tranne un accenno di polemica innestato dallassessore Taglialatela il quale è incorso in un lapsus. Volendo sottolineare il fallimento dei piani del Comune su piazza Mercato: «E diventata vuota al punto che ci volevano costruire una moschea». Larchitetto Mario De Cunzo è schizzato dalla sedia («Perché una moschea non è una struttura degna?»), ma è stato convinto dalla marcia indietro di Taglialatela: «Non avevo messo in dubbio limportanza della moschea, ma solo il fatto che in quella piazza, simbolo del commercio, un simile intervento era da scartare». Un chilometro, dunque: si parte da PortAlba e si sbarca a Porta Capuana. Lintervento sarà a tappeto e includerà strade e piazze. Non più a pioggia e per singoli edifici, come è stato finora. Sotto Porta Capuana si costruirà una stazione della «direttissima» e, se resterà qualcosa dei 220 milioni la bonifica riguarderà anche Forcella e piazza Mercato. Le idee non mancano, ma è da tanto che si va avanti a colpi di annunci senza seguito e, quindi, il dubbio è più che lecito. Anche se, come è stato detto, «questa volta si fa sul serio». La riunione a Palazzo Reale era stata convocata dai comitati "Centro storico Unesco" e "Città Antica" affiancati dal soprintendente Gizzi, per rendere nota una riflessione critica sul Piano del Comune che non prevede interventi sul sottosuolo colabrodo e non dà attenzione ai processi mediatici. Gli assessori, però, hanno promesso: «Terremo conto delle indicazioni dei comitati e della Soprintendenza».