IL RESTAURO DEI MOSAICI UN TESORO ANCHE DI NOTTE I lunghi lavori saranno completati in due fasi Si potranno vedere gli appartamenti privati e il settore termale La villa romana del Casale riaprirà al pubblico il 19 marzo. E non sarà una riapertura temporanea, come è più volte accaduto. Il sito archeologico che sorge a pochi chilometri da Piazza Armerina, questa volta, non chiuderà più. Sono stati ultimati, dunque, i lavori di restauro della villa imperiale tutelata dallUnesco che, nel 1997 ha inserito i mosaici del Casale nella World heritage list. Il complesso intervento di adeguamento ed i relativi ritardi, avevano suscitato polemiche e dure prese di posizione. Dunque, il secondo sito archeologico siciliano per numero di visitatori, sarà definitivamente aperto alle numerose comitive dei turisti, rimettendo sul tavolo la questione della fruizione completa e del marketing culturale. «Un risultato che è stato ottenuto grazie allimpegno e al contributo di tutti gli enti coinvolti - commenta soddisfatto Vittorio Sgarbi, commissario regionale della villa romana - Come promesso, abbiamo anticipato la data di apertura della villa del Casale. Mi riprometto di tenere fede anche ad un altro impegno che avevo assunto: annuncerò la riapertura del sito nel corso della Borsa internazionale del turismo in corso a Milano. Allinterno dello stand di Salemi, la città che rappresento nella mia qualità di sindaco, troverà ospitalità anche lannuncio della riapertura della villa romana di Piazza Armerina. È stato eseguito un restauro assai complesso che ha comportato, come è ovvio, qualche ritardo. Quello che conta è aver conferito il giusto decoro ad un monumento di straordinaria valenza. Stiamo adesso elaborando una campagna di informazione che curerò personalmente, articolata in passaggi televisivi e contributi giornalistici». Il restauro della villa romana di Piazza Armerina è stato curato dal direttore del Parco archeologico del Casale, Guido Meli. Che annuncia come la riapertura del sito avverrà in due fasi: «Per poter favorire questa apertura anticipata, abbiamo pianificato due fasi di consegna dei lavori - spiega Meli - Il 19 marzo, i turisti potranno visitare il versante sud della villa, la parte della dimora romana che ospita limponente sala del triclinium e ladiacente xystus. I visitatori potranno ammirare anche il settore termale e gli appartamenti privati della villa. Una delle stanze visitabili sarà quella che ospita le immagini a mosaico più note, quella delle ragazze in bikini. La seconda fase della consegna dei lavori, avverrà il mese successivo: ad aprile, infatti, saranno inaugurati i padiglioni che sorgono lungo il versante nord della villa». Diventerà fruibile anche laula basilicale, un ambiente della villa che non era mai stato aperto al pubblico. «Lintervento nella basilica ci ha visto impegnati nel recupero delle volumetrie di riferimento - spiega ancora Meli - Sono stati ricollocati anche i numerosi frammenti marmorei rinvenuti. Il restauro della basilica è stato uno degli interventi più complessi, sia per la tipologia degli interventi che per la messa in opera delle imponenti capriate in legno. Sono già stati ultimati i lunghi lavori di recupero dei pavimenti a mosaico. I tecnici sono stati impegnati nelleliminazione dei sali e nelle operazioni di consolidamento delle tessere. Abbiamo proceduto anche alle operazioni di integrazioni simboliche in alcune aree della villa. Interventi che si inquadrano nellottica di una più attenta lettura degli ambienti mosaicati. Il dettato esplicito di questo progetto è stato proprio la centralità e la salvaguardia dei mosaici. Tessere di marmo che nel corso degli anni erano state aggredite da licheni, funghi e muffe. Cloruri e solfati che si erano cristallizzati sui mosaici sbiancandoli progressivamente. Era stata intaccata la stessa solidità dei materiali antichi provenienti dallAsia minore e dal Nord Africa. Senza dimenticare che le stesse coperture della villa ed i materiali che la componevano, quelle progettate dallarchitetto Minissi negli anni Sessanta, avevano aggravato ulteriormente la situazione con leccessivo calore che si sviluppava allinterno degli ambienti». Insomma, come spiega il soprintendente è stato ridisegnato laspetto della villa del Casale che ha adesso una nuova copertura. Soluzioni che consentiranno di proteggere i mosaici dalla luce e dal sole, ma anche di offrire una visione simile alloriginale. Il sistema di illuminazione realizzato, infatti, «avrà un effetto emozionale che consentirà di evocare latmosfera originaria della villa. Queste soluzioni progettuali potranno consentire anche una visita notturna del sito». Vittorio Sgarbi, aveva prospettato in precedenza lipotesi di un ticket turistico unico per la visita della Venere di Morgantina e della villa romana del Casale, unaccoppiata che costituisce la scommessa culturale della Sicilia del 2011. «Avevo suggerito unipotesi di accorpamento delle visite alla villa romana del Casale ed al museo di Aidone che ospiterà presto la Venere di Morgantina riconsegnata dal Getty museum - conferma il critico darte - Ma la Sicilia è luogo di complessità che non sarò certo io a sciogliere. Rimango però dellavviso che il biglietto unico, sarebbe una straordinaria opportunità. Ma queste sono decisioni che attengono alla politica siciliana».
SICILIA - Il 19 marzo torna fruibile ledificio romano di Piazza Armerina La nuova illuminazione consentirà anche le visite serali
La villa romana del Casale, un sito archeologico tutelato dallUnesco, sarà definitivamente aperto al pubblico il 19 marzo. I lavori di restauro, che sono stati completati in due fasi, hanno comportato alcuni ritardi, ma il complesso intervento ha garantito il decoro di un monumento di straordinaria valenza. La villa sarà fruibile in due fasi: il 19 marzo, i turisti potranno visitare il versante sud della villa, mentre il mese successivo, ad aprile, saranno inaugurati i padiglioni che sorgono lungo il versante nord della villa. Saranno anche aperti gli appartamenti privati e il settore termale.
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