"Il milleproroghe che non proroga, che milleproroghe è»? Deve essere stato un ragionamento del genere a nutrire la fantasia dei tanti senatori che si sono affaticati in commissione per inserire i correttivi poi accolti nel maxiemendamento governativo votato ieri. Tutte proroghe, ovviamente, nate per «sanare la grave situazione», «vista l'urgenza», che dietro alle formule di rito nascondono però una certa propensione al favore, personale o territoriale. Vista «la grave situazione abitativa» in Campania, per esempio, Palazzo Madama ha deciso di fermare le ruspe che avrebbero dovuto demolire le case nate in barba ai vincoli paesaggistici. Dove ci sono prime abitazioni, le demolizioni vengono rimandate al 2012, ma nemmeno il nuovo termine sembra scritto nel marmo: se nel frattempo arriva il piano paesaggistico (è previsto da una legge del gennaio 2004, mala «grave situazione abitativa» non ha stimolato una particolare fretta) la ruspa può anche essere rinviata ancora, a data da destinarsi. Unica eccezione: gli immobili di cui sia stata disposta la demolizione in sede penale perché pericolosi per l'incolumità delle persone. In quel caso il comune «può» (non «deve», per carità) procedere prima del prossimo capodanno. Ora mettetevi nei panni di un candidato al consiglio regionale che abbia tappezzato le città con i propri manifesti elettorali, sfruttando ogni pensilina, muro e cassonetto libero. In passato se la sono cavata tutti con mille euro, mentre lui dovrebbe ripagare i giorni di lavoro necessari agli spazzini per staccare la sua faccia dai muri della città. Vi pare giusto? Al legislatore no, ed ecco la nuova proroga che prolunga la sanatoria: basta ancora pagare mille euro, entro settembre 2011, e si è a posto. Se poi la vostra lista ha perso alle urne, si è impegnati in una sfortunata battaglia di carte bollate al Tar e al Consiglio di stato per contestare il voto (è accaduto alla lista Bresso in Piemonte), e nella confusione non è riuscita a presentare nei tempi la richiesta per il rimborso elettorale, dovrà rinunciarci? Certo che no: per presentare la richiesta c'è ora tempo fino a 30 giorni dopo l'entrata in vigore della nuova legge. Per le regioni che hanno sforato il patto di stabilità (Campania in primis), i «piani di stabilizzazione finanziaria» previsti dal maggio nolo avranno tempo fino al 30 giugno 2011 per vedere la luce, e fino alla fine del 2012 per essere realizzati. Da Sud a Nord: la Lega è sempre più cruciale per la tenuta della maggioranza, e i termini per pagare le multe sulle quote latte si allungano sempre di più (ora sono al 30 giugno) Qualche volta, poi, le novità sono svincolate da date: le città sopra il milione di abitanti non ottengono più tempo per tagliare i costi della politica, ma spuntano il permesso per aumentarli. Il commissario del comune di Roma, Massimo Varazzani, ottiene un aumento dell'indennità e una busta paga peri sub commissari. Quanto costa? «Il compenso - spiega la relazione tecnica - è indeterminato, e riduce le disponibilità destinate a far fronte ai debiti pregressi». Pazienza.