Un futuro autonomo per la Fondazione universitaria Il sindaco Sodano oggi dalla Gelmini 2.056 GLI STUDENTI che frequentano l'università a Mantova. Gli studenti residenti in provincia di Mantova sono 488 MANTOVA Camminare con le proprie gambe per non rischiare di vedersele tagliare. Secondo il sindaco di Mantova Nicola Sodano, per l'Università di Mantova (nata nel 1992 come Consorzio Universitario Mantovano e diventata poi Fondazione Universitaria nel 2001) è tempo di crescere, rendersi autonoma e aprirsi al mondo. Soprattutto, almeno per come la vede lui, architetto specializzato nel riportare chiese agli antichi splendori, nel segno del restauro dei beni culturali. Duemila studenti e undici corsi di laurea (3 di architettura che fanno capo al Politecnico di Milano, altrettanti di ingegneria dell'Università di Pavia, 4 lauree sanitarie attivate dall'Università di Brescia, più il corso di laurea in mediazione linguistica) potrebbero non bastare a garantire all'ateneo virgiliano, per dirla con Leopardi, «magnifiche sorti e progressive». «La riforma universitaria spiega Sodano introduce vincoli e riduzioni per i piccoli atenei. Se continueremo a dipendere dalle scelte altrui, rischiamo di restare con nulla in mano. Per questo, ho chiesto al ministro Gelmini di costruire assieme un percorso condiviso per portare l'Università di Mantova alla vera autonomia». Così, stamattina, il sindaco, assieme al presidente e al direttore della Fondazione Università, Giuseppe Pacchioni e Frediano Sessi, sarà in missione a Roma proprio dalla Gelmini (prima di recapitare al Quirinale l'invito a Mantova per le celebrazioni su Virgilio di metà ottobre). «Vogliamo capire se questa strada dell'autonomia è percorribile o no», dice il sindaco. Ma, visto che pochi giorni fa Sodano ha pranzato assieme al ministro, l'invito a Roma pare un primo segno che la strada non è sbarrata. Per camminare sulle proprie gambe, però, bisogna offrire agli studenti qualcosa che essi non trovano altrove. E qui Sodano, pur premettendo che si tratta di una sua «personale predilezione», non nasconde di immaginare Mantova come polo universitario d'eccellenza, anche a livello internazionale, per il restauro dei beni culturali. «Qualche giorno fa ho ricevuto in municipio la visita di Massimiliano Fuksas ricorda Sodano e mi faceva notare che, anche nei grandi Paesi emergenti, come Cina e India, c'è un'enorme quantità di edifici bisognosi di restauro. Mantova mi pare sia l'humus naturale per questo tipo di facoltà». Tant'è che, già oggi, due dei tre corsi di laurea in architettura a Mantova sono fortemente orientati al restauro e alla conservazione dei beni culturali. Sodano, però, sogna più in grande. Sempre che i suoi sogni di sindaco-architetto non si infrangano contro la complessa architettura della Fondazione (i cui soci, oltre al Comune, sono Provincia, Confindustria Mantova e Camera di Commercio) e dei rapporti di questa con le tre università-madri. Insomma, va bene provare a camminare con le proprie gambe, ma attenzione a non inciampare o pestare piedi.