Il presidente Medvedev incontra Napolitano e Berlusconi Scambi di opere d'arte ma anche promozione del made in Italy E i due Paesi lavorano per una missione Onu in Medio Oriente ROMA. Sono io il punto di riferimento di Mosca nell'Unione europea, dice Silvio Berlusconi, guardando con il sorriso Dimitri Medvedev, che gli sta vicino. Un incontro quasi blindato al Palazzo delle Esposizioni, senza conferenze stampa (il caso Ruby pesa come un macigno, si vogliono evitare domande imbarazzanti), ci sono soltanto le immagini dei due leader che scorrono su uno schermo. Il presidente della Federazione russa, scuote il capo, implicitamente dado un assenso, anche quando il Cavaliere, amante delle iperboli, definisce Russia e Italia, nell'anno della cultura, punteggiato di eventi, mostre, spettacoli, musica, due «superpotenze culturali». Con un legame, «forte e strategico», basato sulla necessità, per il nostro Paese e per l'Europa, di avere «gas e petrolio russo, che rappresenta un terzo dei nostri consumi». Medvedev usa l'ironia quando corregge Berlusconi non solo sui legami tra affari e cultura, ma per aver parlato di 200 manifestazioni in tutto. «Sono 500!» segna con la penna rossa il presidente russo. Medvedev entra con la moglie Svetlana, Berlusconi è solo e accigliato (è anche «amareggiato» confida al sindaco Alemanno) quando mette piede tra i saloni pieni di quadri con fanciulle e uomini dalla prorompente vitalità, secondo il tocco di realismo, di Aleksandre Deineka. Dapprima si parla di cultura: opere di Botticelli e Caravaggio partiranno per i musei Puskin e Hermitage; mentre i tesori del Cremlino saranno esposti a Firenze. Eventi anche nel segno del «Made in Italy» e dello sport. Poi si parla di politica. Ci sono visioni comuni sulle crisi nel Maghreb ed in Medio Oriente. I ministri degli Esteri, Frattini e Lavrov, secondo quanto si apprende alla Farnesina, stanno mettendo a punto una strategia comune per assecondare la proposta di Mosca di mandare una missione del Consiglio di sicurezza. Onu nei Territori palestinesi. Ma con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Medvedev mette a fuoco i nodi strategici del Medio Oriente con le rivolte che stanno infiammando Egitto, Tunisia e altri Stati nord-africani. Il Capo dello Stato insiste nel chiedere «risposte comuni». In quei Paesi, sottolinea Napolitano, va consolidata da giustizia sociale, garantendo i diritti». Anche Medvedev ha le stesse convinzioni, i conflitti saranno risolti nel «rispetto delle Costituzioni e dei diritti». Al presidente russo che ha elogiato l'euro, come «componente importante nella lotta per risolvere i problemi finanziario, ha risposto Napolitano, «la conquista dell'euro sarà pienamente garantita, la Ue non farà passi indietro». Infine un invito al Quirinale per il 2 giugno: per allora, Napolitano ha invitato ben 69 capi di Stato che verranno a festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Ma è la firma di tre documenti, nella sicurezza, nell'energia e nella finanza, a suggellare la partnership strategica con la Russia. Nell'energia, Eni-Gazprom si scambiano asset nel progetto petrolifero «Elephant» in Libia. In base all'accordo degli a.d., Scaroni e Miller, la controllata Gazprom Neft entra in possesso per 170 milioni di dollari, della metà delle quote Eni nel giacimento. Firmata anche un'intesa per la compravendita di gas prodotto nei giacimenti siberiani di "Severenergia". Sul fronte economico, accordo bancario tra Cassa depositi e prestiti e «Vnesheconombank" . Inoltre, i cieli russi saranno aperti al trasporto di materiale militare per i soldati italiani in Afghanistan. Festa a Palazzo Ferrajoli per il Forum studentesco (con 20 rettori). C'erano pure miss Siberia e la milionaria bulgara, Eugenia Chemysakova, fan di Berlusconi.