Nicosia. Tra una settimana inizieranno i lavori di restauro del campanile della cattedrale. La comunicazione è stata inoltrata via fax al sindaco Antonello Catania. Poche righe nelle quali il primo cittadino viene informato che il 22 febbraio il direttore dei lavori darà corso alla ripresa del cantiere. «Voglio ringraziare i nuovi tecnici e la nuova dirigenza della Soprintendenza - spiega Catania - subentrati solo da pochi mesi, che hanno mantenuto l'impegno di sbloccare una situazione ormai al limite dell'inverosimile, per la quale non hanno alcuna responsabilità. Sono fiducioso perché la soprintendente Caffo mi ha spiegato che i lavori sarebbero iniziati solo quando ci sarebbe stata la certezza di poterli proseguire senza ulteriori interruzioni o ritardi. Siamo finalmente prossimi a vedere la cattedrale, simbolo della storia e della religiosità di questa terra, restituita alla sua bellezza e messa in salvo dai rischio di cedimenti». Nelle ultime settimane il primo cittadino aveva sottolineato che l'intervento era assolutamente improrogabile, anche per la necessità di garantire la sicurezza pubblica, considerato che secondo molti esperti, la staticità della torre campanaria era compromessa ormai da tempo. L'intervento coperto da 3,8 milioni di euro, finanziati in gran parte da Agenda 2000 quasi 8 anni fa, sta quindi per essere avviato ad oltre 4 anni dall'aggiudicazione dei lavori. Nell'ottobre del 2007 erano stati effettuati i "carotaggi", prelievi di terreno alla base del campanile per valutare la composizione del suolo sul quale poggia la torre ed in questi tre anni sono proseguite le analisi sulla pietra, estremamente compromessa dall'etringite, nota anche come "cancro della pietra". L'intervento prevede il consolidamento ed il restauro del campanile, che è soggetto a fenomeni di espulsione dei conci nella parte basamentale, che presenta anche un preoccupante "spanciamento". Tra gli interventi che maggiormente hanno minato il campanile, realizzati in varie epoche, quello che negli anni '80 prevedeva la ricostruzione della cuspide che negli anni 60 era stata abbattuta da un fulmine. Questa venne ricostruita in cemento armato, ma il progettista non tenne conto del suo peso che in breve "schiacciò" la torre causando numerose lesioni. La cuspide in cemento venne asportata, ma il danno era ormai fatto. Altro "male" della cattedrale e del campanile, le "iniezioni" di cemento che vennero abbondantemente praticate negli anni '70'. Il cemento infatti ha causato l'etringite, infiltrandosi in tutti i pori e gli interstizi e provocando perdita di elasticità della pietra stessa e l'espulsione dei conci nel basamento. Giulia Martorana 17022011