«La sovrintendenza si è mostrata ragionevolmente disponibile, garantendoci che i vincoli del piano paesaggistico prescinderanno dagli strumenti urbanistici». Così ha rassicurato l'assessore all'Urbanistica Davide Campisi nel corso del consiglio comunale aperto svoltosi martedì sera, con l'obiettivo di fare chiarezza sul modo in cui il piano paesistico proposto dalla Regione influirà sul territorio avolese. Durante l'incontro, il geometra Corrado Finocchiaro, dell'ufficio urbanistica, ha mostrato al pubblico, tramite delle cartine, le sovrapposizioni tra le previsioni del piano paesaggistico e quelle del piano urbanistico. E' emerso, ad esempio, che nel piano paesaggistico il centro storico ha un nucleo molto più esteso di quello previsto nello strumento urbanistico, o ancora che il piano paesaggistico prevede nella costa l'inedificabilità assoluta fino a 300 metri, mentre in quel raggio il prg contempla insediamenti, come nel caso del porto turistico. Il geometra Benito Grande ha messo in guardia l'amministrazione da eccessivi ottimismi, invitandola ad essere prudente: «Non ci illudiamo - ha detto - che la Sovrintendenza cambi idea così facilmente». Anche Marcello Magro, ex assessore all'Urbanistica, si è mostrato pessimista: «Il piano paesaggistico è tutto da rivedere e occorre confrontarlo con il piano per l'assesto idrogeologico». La consigliera comunale Maria Grazia Caruso ha invece invitato a non creare allarmismi, alla luce del fatto che il piano paesistico è ancora soltanto una bozza. All'incontro, moderato dal presidente del consiglio comunale Giuseppe Agricola, sono intervenuti anche il sindaco e Michele Giglio, capo dell'Ispettorato provinciale all'agricoltura. Cenzina Salemi 17022011