Se non saranno realizzate le opere di compensazione la Toscana non darà lok alla Via A poco più di tre anni dallintesa fra governo italiano e Algeria per la realizzazione del gasdotto Galsi che dallAfrica approderà a Piombino passando dalla Sardegna, la Regione torna in corsa per sfruttare il potenziale strategico del maxi impianto. Con una delibera approvata il 14 febbraio, la giunta di Enrico Rossi subordina il suo parere positivo alla valutazione di impatto ambientale del ministero dellAmbiente alla costruzione di una conduttura sottomarina che rifornisca di gas lisola dElba, dove ancora sono le bombole ad assicurare riscaldamento e autonomia energetica ad abitanti e attività produttive. Insomma - è il messaggio della Regione - il consorzio italo-algerino realizzi «lopera di compensazione» e la Toscana darà il suo ok definitivo alla Via. E allaut aut per lElba, la delibera ne aggiunge un altro: se Galsi vuole il gasdotto e portare in Italia 8 miliardi di metri cubi allanno di metano, deve anche offrire «condizioni economicamente vantaggiose» per le forniture «ad imprese collocate o interessate a collocarsi lungo la costa». La mossa rimette in gioco la Toscana dopo lo smacco del 2007. Sia la Sardegna che lEmilia Romagna fiutarono laffare entrando nel consorzio Galsi. La prima con una finanziaria (la Sfirs), la seconda con la Hera trading, una multiutility partorita dai comuni emiliani. Le due regioni ancora oggi fanno parte dellazionariato insieme alla multinazionale algerina Sonatrach, ad Edison, Enel e Snam rete gas, a cui sarà affidata la costruzione degli oltre 550 chilometri di gasdotto che da Porto Botte si collegheranno a Piombino attraverso Olbia. La Toscana rimase fuori dai giochi e la notizia travolse di critiche la giunta Martini. Ora prova a recuperare e lo starebbe facendo anche puntando alle quote di alcuni degli azionisti. Ma la Regione, per ora, conferma solo la delibera: «La Toscana, così come ribadito in questi anni nei contatti con i vari governi e con Galsi, deve avere lopportunità di trarre un vantaggio indiretto da unopera come questa», dice lassessore regionale allAmbiente Anna Rita Bramerini. «Una svolta epocale per noi elbani», dice il vicepresidente del consiglio regionale, Giuliano Fedeli, che ieri ha anticipato la decisione della giunta. Secondo uno studio preliminare commissionato dalla Regione, il collegamento con lElba costerà circa 33 milioni di euro, sarà lungo 94 chilometri e dovrebbe riuscire a rifornire lisola di 20 milioni di metri cubi di metano. Quanto basta per il fabbisogno di 13mila persone. Una volta portato il gas sullisola, però, bisognerà pensare alla rete interna. «Quella - fanno sapere dalla Regione - sarà affidata con gara pubblica indetta con decreto del ministero».