In attesa del passaggio definitivo alla Camera, passa anche la riduzione dei fondi per lalluvione ALLUVIONE, case abusive, quote latte. Sono passati tutti e tre i principali provvedimenti del decreto milleproroghe che erano stati individuati come portatori di una filosofia penalizzante per il Sud. Già passati come singoli emendamenti, sono entrati nel maxiemendamento finale sul quale il governo ha posto la fiducia. Sul dato politico, il centrodestra ha perso tre voti nellambito della delegazione campana a Palazzo Madama. Pasquale Viespoli, capogruppo dei finiani, ha votato contro; Francesco Pontone si è astenuto; Barbara Contini, sempre Fli, non era in aula in seguito a un incidente stradale. Gli altri senatori del Pdl hanno votato compatti, con laggiunta dellex Pd Riccardo Villari, ora al gruppo misto. Il Pd, che già aveva tuonato contro, ha ribadito le accuse. Alfonso Andria conferma che si «vede ancora una volta una linea di tendenza fortemente discriminatoria verso il Sud. Un esempio: non è stata accolta una mia proposta tesa a concedere il differimento delle scadenze per adempimenti di natura tributaria e contributiva, nonché del pagamento di premi assicurativi obbligatori alle imprese operanti nei territori del salernitano colpiti dallalluvione del novembre 2010». Sono gli stessi territori che si sono visti riconoscere 40 milioni (in due anni), soldi però prelevati dai fondi del ministero dellAmbiente che erano già destinati al meridione. Non un euro in più dunque, mentre il serbatoio dei Fas, anche questo meridionale, sostiene in gran parte il portafoglio da 150 milioni che va agli alluvionati di Veneto e Liguria. Cè poi lo stop agli abbattimenti di case abusive. Qui si fa sentire il leader nazionale dei verdi Angelo Bonelli: «Lo stop alle demolizioni in Campania fino al 31 dicembre 2011 è la dimostrazione che lo Stato ha rinunciato a governare il territorio campano e, di fatto, rappresenta una premio per la camorra che gestisce il ciclo del cemento e delle costruzioni abusive. La sospensione riguarda anche le demolizioni nelle aree protette e sottoposte a vincoli: un vero e proprio schiaffo in faccia ad una terra già martoriata da mille emergenze ambientali». Ma cè anche la questione spazzatura. La solleva un altro Pd, Enzo De Luca, che protesta perché non è stata approvata la sua proposta di lasciare ai Comuni la titolarità della Tarsu fino al 2013. «Lo scippo ai Comuni è inammissibile - dice De Luca -. Spostare la Tarsu dai Comuni alle Province è una scelta incostituzionale. E ora se ne fissa lanticipazione a marzo 2011. A rimetterci sono i Comuni, altro che federalismo. Speriamo che il governo si ravveda e, alla Camera, decida o di accogliere gli emendamenti del Pd bocciati al Senato». Qualcosa da chiedere alla Camera ce lavrebbe anche Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno. Anche lui, dal fronte Pdl, ha contestato duramente il provvedimento sullalluvione nel salernitano. «Ora - afferma - ho posto la questione in seno al coordinamento dei deputati campani. Hanno tutti riconosciuto che si è trattato di un serio errore». Il realismo però lascia poco spazio a speranze: «Purtroppo cè una questione di tempi, il Milleproroghe va approvato entro la fine del mese, cè anche il rischio di ostruzionismo da parte dellopposizione». Insomma difficilmente a Montecitorio il governo prenderà in esame modifiche che potrebbero portare alle calende greche la conversione definitiva in legge del decreto. (roberto fuccillo)