Chiederemo un aggiornamento della valutazione di impatto sanitario sullinceneritore" - Come compensazione il parco allOsmannoro «Volete la pista parallela? Scordatevi linceneritore». Di fronte alla Regione che con la variante al Piano dindirizzo territoriale «sdogana» lipotesi da sempre cara al sindaco di Firenze Matteo Renzi e agli industriali di costruire una nuova pista dellaeroporto parallela allautostrada A11, il «soviet» della Piana sale sulle barricate. E stavolta lo fa con violenza inaudita. Arrivando al punto di mettere in discussione lunica opera uscita per ora indenne da decenni di contrattazione politica sul quadrante a nord ovest di Firenze, il termovalorizzatore di Case Passerini, previsto per bruciare 135 mila tonnellate di rifiuti lanno salvando larea fiorentina dallincubo Napoli. Senza risparmiare al governatore regionale Enrico Rossi accuse pesantissime: «Quando ha varato la variante al Pit sono stato svegliato dallo scoppio dei tappi di champagne: mi sono informato sul dove venivano stappati. Erano la destra economica fiorentina e le organizzazioni coperte che hanno sempre influito sul nostro territorio ma che siamo riusciti a tenere lontani per 30 anni e a cui Rossi ora ha aperto i cancelli», tuona il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi a nome dei ribelli della Piana. Con la variante al Pit la Regione ha aperto allipotesi di una nuova pista dellaeroporto parallela allautostrada. Soluzione che di fatto sposterebbe limpatto ambientale degli aerei da Brozzi e Peretola agli abitati di Sesto, Campi e Prato e, teme la Piana, comprometterebbe la realizzazione dei 7 mila ettari di parco previsti nei terreni aldilà del viale XI Agosto come unico polmone verde in unarea già considerata critica dal punto di vista ambientale. Per questo la Piana si ribella. Se si fa una pista aeroportuale così impattante non è possibile pensare anche ad un impianto di incenerimento dei rifiuti, dicono con una sola voce i sindaci Pd dei Comuni di Sesto Gianassi, Campi Bisenzio Adriano Chini, Signa Alberto Cristianini e Calenzano Alessio Biagioli. Tutti si ripetono a favore dellinceneritore e a favore di un grande parco della Piana: per questo il no alla pista parallela, dicono, «non è negoziabile». Se la pista affiancata allA11 fosse però la scelta finale, che muoiano Sansone e tutti i Filistei, è la tesi dei quattro: ci si prepari a dire addio anche allinceneritore. Del resto, è il ragionamento, non si possono chiedere solo sforzi ad unarea strategica per la Toscana, di cui produce una parte importante di Pil, già avvelenata dallautostrada, per anni invasa dai lavori della Tav, occupata dal polo estrattivo di Calenzano, dalla cassa di espansione di Signa. «La variante al Pit approvata dalla Regione è un atto gravissimo, uno schiaffo alla Piana che proveremo a cambiare proponendo delle osservazioni comuni. Ma se queste non venissero accolte e davvero si andasse verso la pista parallela, chiederemo alla Provincia un aggiornamento della valutazione dimpatto sanitario per il termovalorizzatore», annunciano allunisono i sindaci dei 4 Comuni. Una nuova «Vis» - sono convinti Gianassi, Chini, Biagioli e Cristianini - certificherebbe che linquinamento atmosferico nel quadrante dellOsmannoro è già ben più elevato degli anni passati e peggiorerebbe in maniera enorme con la nuova pista parallela da 2 chilometri circa e il raddoppio dei voli attuali. La «Vis» fatta nel 2003 e resa nota nel 2005 certificò di fatto che come compensazione ambientale per realizzare il termovalorizzatore nellarea già «critica» dellOsmannoro si doveva realizzare un grande polmone verde, il parco della Piana. Ma quella valutazione non teneva conto nemmeno della possibilità della pista parallela: cosa direbbe una nuova valutazione fatta alla luce di questa previsione? Quali altre opere di compensazione ambientale prevederebbe per fare linceneritore? E quanto ci vorrebbe a portare in fondo la procedura? Tutto tornerebbe per aria: «Salterebbe il termovalorizzatore, si perderebbero altri 2 anni prima di cominciare i lavori per ora previsti dal 2012. E chissà cosa verrebbe fuori», si dice a mezza bocca dalla Provincia, che gestisce la pianificazione territoriale in tema di rifiuti. Pur di bloccare una pista che «metterebbe a repentaglio la salute dei cittadini» però la Piana è pronta a tutto: «E mai possibile che in unarea di 500 metri di raggio ci siano o si prevedano un termovalorizzatore, il raddoppio dellautostrada A11 e una pista di aeroporto da 2200 metri? Secondo noi no», dice Gianassi a nome della Piana ribelle.