La sovrintendenza stoppa la tensostruttura del Cosmit per il 50 della fiera del design Troppo grandi e vicine al Duomo per Artioli. Il designer Santachiara pronto al piano B La sovrintendenza ha bocciato la struttura che in piazza Duomo conterrà levento più significativo del Cosmit in città durante la settimana del Salone del mobile: la mostra «Principia. Stanze e sostanze delle arti prossime», curata da Denis Santachiara. Il padiglione è stata giudicato troppo grande e troppo vicino alla cattedrale, sul sagrato basso. Il contenitore della mostra, in reticolo e pvc, che assomiglia a molecole aggregate tra loro, potrebbe essere collocato, ridimensionato, nellarea Carminati. La sovrintendenza ha bocciato il progetto della struttura che avrebbe dovuto ospitare, proprio di fronte al Duomo, levento più prestigioso in città del Cosmit, lente organizzatore del Salone del mobile, nelle giornate del design di metà aprile: la mostra "Principia, Stanze e sostanze delle arti prossime", ideata e curata dal designer Denis Santachiara. «Il nostro parere è negativo - spiega il sovrintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio Alberto Artioli - sia per le dimensioni della struttura, troppo grande, sia per leccessiva vicinanza con il Duomo». Il progetto prevede la realizzazione nella piazza di un padiglione «molecolare», così viene definito dal Cosmit, di 700 metri quadrati, suddiviso in otto stanze (una sorta di serpentone con tetto a tre cupole) ognuna delle quali «esprime un principium originato dalla scienza, come motore per realizzare opere sonore, visive, architettoniche e di arti industriali». Lintento è partire «dai rapporti della produzione delle arti con i principi matematici, geometrici, ottici, magnetici, elettrici ed elettronici che hanno caratterizzato la storia dellarte, per vedere che cosa sta accadendo nella contemporaneità e come gli artisti moderni possono utilizzare le ultime e più avanzate tecnologie per realizzare le loro opere». Tra gli artisti chiamati per levento Marina Abramovic, Ludovico Einaudi, Marta de Menezes, Luca Pozzi, Karin Sander, Pablo Valbuena. Forse anche Paladino e Penone. Si cimenteranno con sculture che galleggiano nel vuoto o talmente piccole da poter essere ammirate solo al microscopio, piuttosto che con suoni in tridimensione. Il padiglione, reticolato di metallo con copertura in pvc, dal 12 aprile, giorno di inizio della settimana del design, all1 maggio avrebbe dovuto essere sistemato, secondo le intenzioni del Cosmit, sul sagrato basso di piazza Duomo. «Troppo vicino alla cattedrale - obietta Artioli - . E inoltre la movimentazione di macchine e mezzi che comporta il montaggio di una struttura di quel genere può compromettere la pavimentazione del sagrato. Bisogna cercare un altro luogo e ridurre le dimensioni del padiglione». Il sovrintendente suggerisce che una zona più consona potrebbe essere «larea Carminati, dietro la statua di Vittorio Emanuele». La stessa dove si svolgeranno, a giorni, le sfilate della moda. «Noi in realtà abbiamo presentato due proposte al Comune, una sul sagrato verso la Galleria, laltra sul fondo, proprio dietro la statua - chiarisce il designer Santachiara - . Evidentemente è stata bocciata la prima opzione, spero che la seconda passi. Anche perché mi pare che vada incontro ai principi espressi dal sovrintendente. Quanto alle dimensioni, sono le stesse della Montagna di Sale di Paladino, prevista proprio di fronte al Duomo. Noi stiamo continuando a lavorare al progetto. Il 12 aprile è vicino, e il tempo vola».