Per il presidente Vegas, che vuole rilanciare limmagine della Borsa, la statua è una spina. Lartista: se disturba la porto a casa. Finazzer: starà lì Che quel dito, quel gesto provocatorio, abbia sempre dato fastidio alla Borsa, lo si sapeva. Un boccone amaro da mandare giù, la statua L. O. V. E di Maurizio Cattelan in piazza Affari, interpretabile come un messaggio al mondo finanziario. Ma dopo che la giunta a Natale aveva prorogato la vita della scultura, allungandola fino a settembre, tutto sembrava tranquillo. Fino a quando Giuseppe Vegas, che ora guida la Consob, la società di controllo dei mercati, non ha rilanciato il guanto di sfida. Se la mano con le dita mozzate tranne una non viene rimossa da lì, ha fatto sapere, lui non ha intenzione di presentare in Borsa la Relazione annuale, allinizio di maggio. Andrà da unaltra parte per questo appuntamento importante, il primo della sua presidenza, a cui saranno presenti imprenditori, ministri e anche il presidente della Repubblica Napolitano. Quel dito di mezzo, visibilissimo a tutti al centro di piazza Affari, proprio non ci sta. Ingombrante, strafottente, lancia un messaggio negativo. Il presidente, fanno sapere dalla Consob, non vuole entrare nel merito se L. O. V. E sia o meno unopera darte. Ma il suo impegno, annunciato anche nellaudizione in Parlamento a fine novembre e in molte occasioni pubbliche, è voltare pagina e dare di nuovo unimmagine positiva della Borsa. Non il luogo dove i soldi dei risparmiatori vengono presi in trappola, più volte divorati da operazioni finanziarie spericolate e senza controllo, ma «punto di incontro tra domanda e offerta di capitali al servizio della crescita e delleconomia». E il dito disturba, perché il messaggio che trasmette è diverso. Un messaggio che forse può valere per il passato ma che Vegas si è impegnato a non far più valere per il futuro. Quindi, se L. O. V. E resterà lì, potrebbe decidere di cambiare sede per la relazione annuale. Non Palazzo Mezzanotte ma le Stelline, per esempio. Niente, comunque, è ancora deciso, «la scelta è fatta di anno in anno - dicono alla Consob - e anche in altre occasioni lincontro sul mercato si è tenuto a Palazzo Marino o alle Stelline». In Comune lassessore alla Cultura Finazzer Flory, forte sostenitore di L. O. V. E da sempre, taglia corto dicendo che la delibera di giunta cè stata, la decisione è stata presa e fino a settembre la scultura è ben difficile che si tolga da lì. Poi si vedrà. Ma la cosa preoccupa di più il sindaco Letizia Moratti, che ha trattato con la Borsa per far digerire lopera ai tempi dellinstallazione, promettendo che sarebbe rimasta solo per un mese. Ribadisce che anche la Commissione paesaggistica del Comune ha dato, a suo tempo, parere positivo sulla collocazione di L. O. V. E nella piazza e sta cercando di ricomporre il dissidio. Dal canto suo lartista ha poca voglia di intervenire in un dibattito che, per un motivo o per laltro, non si placa e alla fine ruota solo attorno al solito problema. «Se vogliono togliere la scultura non posso fare nulla - dice Maurizio Cattelan - sono ospite in una piazza del Comune. E sono un inquilino contentissimo di essere ospitato. Se Milano deciderà di spostare il lavoro, lo accetto. In quel caso farò ciò che ho sempre detto, fin dal primo momento: mi riporterò lopera a casa». (anna cirillo)