Ci sono 500mila euro da spendere. Gonfienti Progetti per valorizzare la città etrusca Una soluzione per Gonfienti? Ancora non c'è, ma per trovarla il presidente della Toscana Enrico Rossi ha deciso di convocare tutti i soggetti interessati e metterli a sedere attorno ad un tavolo. E di farlo velocemente, nel giro di qualche settimana. "La città etrusca che ho visto è l'espressione di una civiltà così antica, raffinata e al contempo 'globalizzata' che non possiamo non valorizzarla, magari legandola al parco della Piana. Un segno di identità e una potenzialità turistica e culturale assolutamente da non trascurare. Ne sono rimasto davvero colpito" confessa Rossi. Che poi aggiunge: "Non sarebbe male riprendere la vecchia abitudine di programmare il futuro. Non per forza occorre fare tutto subito. Ma si può costruire qualcosa di strategico e importante anche realizzando, anno dopo anno, un pezzetto alla volta".Per capire quello che poteva essere la città etrusca di Gonfienti, una città ancor oggi in gran parte nascosta, basta varcare il cancello del Mulino. Ed è quello che ha fatto ieri Rossi. Da Gonfienti, infatti, è iniziato il tour della giunta regionale a Prato. Il Mulino è un vecchio complesso medievale, antico possesso dei Ginori, che si alza con la sua torre in alberese tra i campi e capannoni dell'Interporto pratese. Ed è in questo edificio, ristrutturato con fondi europei, che sono custoditi tutti i reperti degli scavi condotti su tre piccoli fazzoletti di terra, gli unici finora indagati. Ci sono frammenti di antichi crateri, bacili e attingitoi che arrivavano dall'Attica, dall'Egitto e perfino dalla Siria. Ci sono antefisse che dominavano i tetti delle case per affermare il potere delle famiglie che l'abitavano, alcune delle case grandi anche 1400 metri quadri. Ci sono mappe appese ai muri e la ricostruzione di un piccolo portico di un'abitazione al primo piano.Che a Gonfienti, sepolta sotto la terra, c'era una grande città etrusca, gemella di Marzabotto e costruita per controllare i traffici attraverso l'Appenino, fu scoperto per caso nel 1995, durante la realizzazione del bacino di compenso dell'interporto. Il problema, oggi, è come conciliare il progetto dell'Interporto con la valorizzazione del sito archeologico. "Ci sono 500 mila euro pronti - si lamenta l'assessore della Provincia di Prato, Edoardo Nesi - 300 mila li ha messi la Regione, gli altri la Provincia. Ma non riusciamo a spenderli". Perché il terreno appartiene alla società (privata) che gestisce l'Interporto e quei terreni non possono essere ceduti gratuitamente. La proposta del Comune di Prato è di creare una nuova società (o una fondazione) per l'area archeologica di Gonfienti. All'inizio i soci potrebbero essere gli stessi dell'Interporto, poi magari differenziarsi. Nel progetto del Comune c'è anche un albergo e un museo, a villa Niccolini
PRATO - Come valorizzare al meglio la città etrusca di Gonfienti.
Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha deciso di convocare tutti i soggetti interessati per valorizzare la città etrusca di Gonfienti. La città è stata scoperta per caso nel 1995 durante la realizzazione del bacino di compenso dell'interporto. Il problema è come conciliare il progetto dell'Interporto con la valorizzazione del sito archeologico. La Regione e la Provincia di Prato hanno 500 mila euro pronti per il progetto, ma non riescono a spenderli a causa del terreno che appartiene alla società che gestisce l'Interporto. Il Comune di Prato propone di creare una nuova società o fondazione per l'area archeologica di Gonfienti, con l'obiettivo di realizzare un albergo e un museo.
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