E' slittato a stimane il voto in Senato del Milleproroghe Briciole alla Cultura e allo Spettacolo rispetto a quanto è necessario al settore per sopravvivere ROMA Slittamento tecnico, ieri sera in Senato, per il Milleproroghe, sul quale il governo ha posto la fiducia. Si vota stamattina. Nel maxiemendamento, due provvedimenti che riguardano Cultura e Spettacolo. Il settore, che attendeva un reintegro del Fus (Fondo Unico dello Spettacolo) di almeno 150 milioni di euro, si vede assegnare 15 milioni per le Fondazioni lirico-sinfoniche, più altri 6 milioni destinati alla Scala di Milano e all'Arena di Verona (il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sostiene però che vi afferiranno, per qualità e merito, «sicuramente anche il Teatro dell'Opera e Santa Cecilia»). Tre milioni vanno infine al Coro e all'orchestra "Giuseppe Verdi" di Milano. Altri 11 milioni sarebbero stati trovati e accantonati per il resto del comparto. Insoddisfazione profondissima e indignazione della Musica, del Teatro, del Cinema e di tutte le altre componenti dello Spettacolo italiano. Il reintegro risibile disattende quanto affermato dallo stesso ministro dei Beni e delle Attività culturali nella famosa conferenza stampa del novembre 2010, durante la quale Bondi parlò di 160 milioni di euro da aggiungere ai 258 previsti per il Fus dalla Legge Finanziaria 2011. A quota 410 - fu detto -, il Fus è al livello minimo necessario a garantire il mantenimento in vita del sistema dello spettacolo. Non poche perplessità anche sull'aumento di un euro del biglietto del cinema: penalizzerà soprattutto le sale medio-piccole, quelle dei Comuni minori e quelle d'essai, sostiene Sergio Chiamparino, presidente dell'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani). Non a caso, proprio i Comuni sono fortemente critici sulla totale desensibilizzazione della mano pubblica nei confronti della Cultura. Il Fus è stato decurtato, nell'ultimo quinquennio, di quasi il 50 delle risorse a disposizione. Marta Vincenzi, sindaco di Genova, ha spiegato come, ampliando la già drammatica riduzione Fondo, la crisi del settore sarà difficilmente gestibile. E Chiamparino giudica "molto grave» il fatto che non siano stati recepiti gli emendamenti ai tagli in base ai quali è stata imposta ai Comuni una diminuzione del1'80 della spesa per mostre e pubblicità, la soppressione delle spese per sponsorizzazioni e l'imposizione di limiti alla composizione degli organi collegiali degli enti che gestiscono i beni e le attività culturali: «Si tratta di vincoli di spesa irragionevoli, che peraltro non incidono sui saldi di finanza pubblica (non avendo alcuna stima finanziaria quantificabile) e che appaiono palesemente incostituzionali». Per le Fondazioni Liriche, il sindaco di Roma, Alemanno (che è ora fiducioso, invece, per l'Opera e Santa Cecilia) durante la riunione dell'Anci aveva spiegato: «La stima fatta in base ai parametri indicati per ottenere lo stanziamento di 3 milioni di euro, indicherebbe solo la Scala di Milano e l'Arena di Verona. Se si può comprendere la necessità di dare un segnale positivo e di stimolo ad alcune Fondazioni, riteniamo che questo non possa essere fatto danneggiando le restanti, e con criteri stabiliti a posteriori, che invece andrebbero concordati e poi verificati per la successiva erogazione dello stanziamento. E' necessario che su questa questione specifica il Parlamento garantisca almeno per il 2011 lo stanziamento per tutte le Fondazioni. E che per gli anni successivi, nell'ambito della Commissione già istituita, si avvii un confronto per eventuali criteri selettivi». Ieri sera il ministro Bondi, a un'ora dal voto in Senato, commentava in modo tutto sommato ottimistico i provvedimenti contenuti nel Milleproroghe: «Sono un primo importante segnale. La proroga delle misure di incentivazione fiscale per il cinema e le risorse assegnate alle fondazioni liriche sono senza dubbio due buoni risultati nell'interesse della cultura. Il mio impegno è stato massimo, ma non dimentico di aver promesso il reintegro del Fus, per il quale continuerò a battermi, compatibilmente con le esigenze di contenimento della spesa pubblica dettate dall'attuale congiuntura». Ancora: «Mi spiace tuttavia che non siano state prese in considerazione le articolate proposte di Federculture. Mi impegnerò affinchè in sede di governo si apra al più presto una discussione in merito». Replica indiretta, da Milano, del direttore del Piccolo Teatro - Teatro d'Europa, Sergio Escobar: «Un autorevole esponente del governo quantifica in 300 milioni la spesa annua per le auto blu, di gran lunga superiore agli investimenti per la Cultura». E conclude: «Evidentemente i nostri politici sono convinti di uscire dalla famosa crisi non con la civiltà ma a bordo di un'auto blu».