L'edificio torna alla sua funzione dopo i restauri, una nuova vita di struttura pubblica. Ospiterà la Discoteca di Stato, ma per ora non può programmare mostre Il Palazzo della Civiltà e del Lavoro, quel gigantesco cubo di travertino traforato da sei file di arcate che troneggia all'ingresso dell'Eur, è finalmente pronto a conquistare vita e identità che la sua sfortunata gestazione gli aveva sempre negato: costruzione iniziata nel 1938, bloccata dalla guerra e poi conclusa nel 1951, ma una destinazione rimessa in discussione con il crollo del regime fascista e poi rimasta indefinita che lo aveva prima declassato a oscuro condominio di uffici di rappresentanza e quindi condannato al degrado di edificio chiuso al pubblico e inutilizzato. Un lungo letargo da cui lo ha sottratto il complesso ciclo di interventi, giunto ieri al traguardo dopo vari intoppi e rinvii, che lo consegna ufficialmente alla nuova funzione di ribalta del made in Italy e sede della Discoteca di Stato che il governo in carica d'intesa con il Campidoglio gli ha assegnato. Il bilancio di fine lavori è stato tracciato dal presidente dell'ente Eur Pierluigi Borghini nel corso di una conferenza stampa, sigillata dalla partecipazione del sottosegretario Francesco Giro e del sindaco Gianni Alemanno. Notevoli i costi: 39 milioni di euro, 16 a carico dell'Ente Eur, 14 a carico dei Beni Culturali. Più difficile valutare i risultati, perché la fetta maggiore del restauro, relativa al consolidamento statico e all'adeguamento antisismico dell'edificio e delle volte, è stato eseguita sotto pelle per non alterare la fisionomia del palazzo, tra i più significativi monumenti del razionalismo armi '30. Una miscela di rigore formale, bizzarrie classiche e suggestioni metafisiche che ora si può riassaporare percorrendo tutti i sette piani del palazzo fino alla immensa terrazza, la balconata panoramica più alta di Roma, che offre vedute mozzafiato. Comincia ora la parte più delicata dell'operazione, quella per attrezzare questo enorme contenitore alle sue nuove funzioni di centro espositivo, che fa slittare ovviamente la possibilità di immediata riapertura al pubblico. Costi previsti 18 milioni e mezzo di euro, con circa 15 milioni a carico dei Beni Culturali e della Fondazione Valore Italia, una costola del ministero dello sviluppo economico, diretta dall'ex assessore Umberto Croppi.. Tempi promessi: da uno a due anni. - Il progetto più certo, riguarda il trasferimento al secondo piano della discoteca di Stato dalla sede di palazzo Caetani, e la creazione di una ultramoderna sala di consultazione audio e video. Tutti gli altri spazi sono consegnati alla costruzione di una sorta di tempio della creatività italiana: mostre a rotazione di design, ma anche spettacoli, convegni, laboratori tecnologici, ribalte di presentazione e lancio di prodotti delle industrie di casa nostra. Più teatro che museo, anche per attrarre capitali privati ad ammortizzare le spese, una decina di milioni l'anno per la gestione.
Roma, Eur. La rinascita del "quadrato" Palazzo della Civiltà e del Lavoro
Il Palazzo della Civiltà e del Lavoro, un edificio di travertino traforato da sei file di arcate, è stato finalmente restaurato e riaperto alla sua funzione di struttura pubblica. La struttura, costruita nel 1938 e bloccata dalla guerra, era stata destinata alla Discoteca di Stato, ma per ora non può programmare mostre. Il costo del restauro è stato di 39 milioni di euro, 16 a carico dell'Ente Eur e 14 a carico dei Beni Culturali. Il progetto prevede la creazione di una ultramoderna sala di consultazione audio e video al secondo piano, e la costruzione di una sorta di tempio della creatività italiana con spazi per mostre, spettacoli, convegni e laboratori tecnologici.
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