Esposto La rete delle associazioni molisane chiede di avviare accertamenti sul rispetto della normativa comunitari La rete delle associazioni contro l'eolico selvaggio si mobilita presentando un esposto alla Commissione petizioni del Parlamento Europeo. Dal Molise si chiede di avviare gli accertamenti sul rispetto della normativa comunitaria in materia di fonti rinnovabili; di emanare una moratoria che preveda lo stop su tutti i nuovi impianti; di valutare se sussistano le condizioni per avviare una procedura di infrazione da parte dell'Italia. Ora bisognerà attendere la dichiarazione di ricevibilità o meno dell'istanza e, in caso di accoglimento, la Commissione petizioni potrebbe inviare dei delegati parlamentari per svolgere una verifica. L'iniziativa porta la firma del Pcl, della Uilbac e del Comitato per l'abrogazione della legge Berardo ma prende in esame non solo la situazione molisana, bensì quella dell'intero Mezzogiorno d'Italia. Nell'esposto si parla di «rilevante danno al patrimonio paesaggistico, archeologico e ambientale, causato dall'invasione incontrollata di parchi eolici e impianti fotovoltaici situati nelle zone agricole e di pregio archeologico sul territorio molisano e nel Sud Italia». Si citano le fonti normative: Convenzione europea sul paesaggio, Convenzione europea per la tutela del patrimonio archeologico, Direttiva CEE 85337, CEE 200177, CEE 9243, CEE 79409 e successive modifiche. Si fa riferimento, inoltre alla «omessa presentazione del Piano energetico nazionale circa il fabbisogno energetico italiano e delle singole regioni» e al «colpevole ritardo nella pubblicazione delle linee guida riguardo alle fonti rinnovabili». «In Molise scrivono i promotori come per l'Italia meridionale si sta assistendo ad un fenomeno che non può non essere considerato degno della più allarmata attenzione. Infatti, pur scevri da ogni prevenuta convinzione ma aperti a tutto quanto possa essere foriero di benessere per le comunità e per l'ambiente, non ci si può non rendere conto che il Molise, dopo la Valle d'Aosta la regione meno estesa d'Italia, è interessato da un anomalo, indiscriminato e preoccupante proliferare di impianti eolici». Si passa, quindi, alla denuncia: «Si registra da tempo la presenza di ambigui soggetti che hanno lo scopo di procacciare autorizzazioni, affitti eo acquisti di terreni dove allocare nuovi impianti, profittando della non felice condizione economica tanto degli enti locali, quanto degli agricoltori in ben note difficoltà. Non bisogna ricorrere ad alcun fantasioso racconto per chiarire l'identità di detti soggetti, in quanto le indagini dell'autorità giudiziaria delle altre regioni interessate dal fenomeno (in primis Puglia e Campania) ci svelano che trattasi di persone che svolgono tale opera di procacciamento per conto di piccole società, srl con capitali di non più di 10.000 euro (). Si ha la netta impressione che, sostanzialmente, sia il Governo, sia la Regione Molise abbiano lasciato ai Comuni la possibilità di una fonte di finanziamento discutibile in ragione dei tagli finanziari attuati verso gli enti locali, facendosi sfuggire la situazione di mano e rischiando di devastare le bellezze paesaggistiche, archeologiche e faunistiche del Molise e del Sud Italia». Il timore dei promotori dell'esposto è così spiegato: «Nello scorso mese di settembre il ministro Tremonti ha affermato che il business dell'eolico è uno degli affari di corruzione più grandi. Pochi giorni prima - si legge ancora - a seguito di un consistente sequestro operato in applicazione della legge antimafia nei confronti di un imprenditore leader nel settore della produzione di energia eolica e fotovoltaica, il direttore della Dia ha dichiarato che il settore è una delle attività scelte da Cosa Nostra per il riciclaggio di denaro sporco».
MOLISE - La battaglia contro l'eolico approda al Parlamento Europeo
La rete delle associazioni contro l'eolico selvaggio ha presentato un esposto alla Commissione petizioni del Parlamento Europeo chiedendo di avviare accertamenti sul rispetto della normativa comunitaria in materia di fonti rinnovabili. La richiesta si riferisce al Molise, dove si stanno verificando casi di invasione incontrollata di parchi eolici e impianti fotovoltaici in zone agricole e di pregio archeologico. I promotori dell'esposto sostengono che il fenomeno sia degno di allarmata attenzione e che ci siano ambigui soggetti che cercano di procurare autorizzazioni per l'installazione di nuovi impianti.
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