Possibili ampliamenti fino al 20 per cento del volume iniziale. Ma solo per gli immobili residenziali Intervento di Burlando per evitare il rischio di spaccatura nella maggioranza In Liguria il piano casa, che consente di ampliare i volumi fino al 20 per cento, resterà circoscritto agli immobili residenziali: per le strutture degli artigiani e quelle industriali, ma anche per gli alberghi e gli edifici a uso agricolo, verranno studiate specifiche agevolazioni con leggi di settore «che vadano incontro in via permanente alle esigenze di semplificazione poste dalle categorie». In compenso, rispetto alla legge approvata un anno fa, vengono introdotte due novità: lampliamento sarà consentito anche per le case che hanno già usufruito del condono edilizio per piccoli abusi (dai volumi da aggiungere dovranno essere detratti quelli condonati), mentre per gli interventi di demolizione e ricostruzione è previsto lobbligo di destinare il 20 per cento alledilizia sociale o convenzionata o di monetizzare il valore di quei volumi e versare la relativa cifra ad un fondo destinato alledilizia residenziale pubblica. Questo obbligo vale solo nel caso in cui la demolizione riguardi edifici che cambiano destinazione duso e diventano residenziali, cosa che sarà consentita "solo dove prevista dagli strumenti urbanistici comunali". Sono le modifiche alla legge in vigore che alla fine di nove, lunghi e soprattutto polemici mesi, sono state decise ieri pomeriggio dalla maggioranza di centrosinistra che governa la Regione e che sul "cemento" del piano casa è andata a rischio di schiantarsi. La linea del vice presidente della giunta regionale e assessore allurbanistica, Marylin Fusco, che voleva inserire anche gli edifici delle attività artigianali e industriali nel piano casa, non è passata. Fusco ha resistito caparbiamente fino allultimo, sempre più sola. Fino a che, davanti alle critiche e al rischio che la maggioranza si sgretolasse in consiglio regionale (un "no" netto delle sinistre di Sel e Rifondazione, perplessità nellUdc-lista Burlando, qualche dubbio anche nel Pd) ha deciso di intervenire direttamente il presidente Claudio Burlando. Due giorni di mediazione intensa, raccontano, che si è conclusa ieri pomeriggio in una riunione di maggioranza a tratti aspra, proprio nel confronto-scontro tra presidente e vice presidente. E alla fine il vice presidente e assessore allurbanistica ha dovuto prendere atto dellimpercorribilità della sua linea. «Da un lato sono contenta perché, se tutto va bene, saranno rispettati i tempi previsti e le modifiche al piano casa in vigore saranno approvate entro fine febbraio», dice Fusco. Non nasconde la delusione per aver lavorato nove mesi, ascoltando le categorie, e alla fine aver visto bocciata la sua richiesta di allargare alle attività produttive le agevolazioni di ampliamento. «Certo che sono un po dispiaciuta - dice - però comprendo che è meglio trattare le esigenze delle attività produttive con norme di settore che restino nel tempo, anche se secondo me il piano casa poteva essere loccasione per rilanciare la possibilità di offrire posti di lavoro nelle piccole attività. Una speranza in una situazione così difficile. Però capisco anche che stando in maggioranza bisogna far prevalere il senso di responsabilità».
LIGURIA - Piano casa, scontro aperto in Regione Fusco si arrende, stop alle industrie
La Regione Liguria ha deciso di mantenere il piano casa, che consente di ampliare i volumi degli immobili residenziali fino al 20 per cento, ma con alcune modifiche. Le novità includono l'ampliamento dellampliamento per le case che hanno già usufruito del condono edilizio per piccoli abusi e l'obbligo di destinare il 20 per cento del volume aggiunto allledilizia sociale o convenzionata o di monetizzare il valore e versare la cifra ad un fondo per lledilizia residenziale pubblica. Queste modifiche sono state decise dalla maggioranza di centrosinistra che governa la Regione e sono state approvate dopo una lunga e polemica discussione.
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