Allex Gil cento pannelli raccontano tra passato e presente la vita della borgata nata nel 1920 Il progetto, frutto di una ricerca avviata nel 1997, è abbinato alla pubblicazione di un libro-guida LAURA LARCAN Una passeggiata attraverso la storia della Garbatella. Dal 1921, quando su una collina vicino alla basilica di San Paolo, a ridosso della ferrovia tra Roma e Ostia, lIstituto case popolari - la prima pietra era stata posta nel 1920 - avviò i lavori di costruzione del primo nucleo della borgata, sperimentando la concezione urbanistica della città-giardino inglese. Ad oggi. Lo racconta la mostra "La Garbatella. Il moderno attraverso Roma", che si inaugura giovedì allex Gil, frutto di oltre 14 anni di ricerca sul quartiere ad opera dellOsservatorio sul moderno a Roma del dipartimento di Architettura e progetto delluniversità La Sapienza, col sostegno della Regione. Come in un viaggio nel tempo, il percorso espositivo diventa una mappatura di possibili itinerari, a scoprire i tanti "cuori" di questo quartiere, da piazza Benedetto Brin a piazza Eugenio Biffi. Lungo una sequenza di un centinaio di pannelli, sfilano fotografie depoca abbinate a immagini di un presente più familiare, progetti originali degli architetti, come il marchigiano Innocenzo Sabbatini, e le planimetrie di lotti, cortili, piazze e edifici. «La Garbatella viene raccontata attraverso due prospettive - spiega Gaia Remiddi, direttrice dellOsservatorio - Da un lato, indaghiamo la complessità dei lotti, ossia gli interni degli edifici. Dallaltro lo spazio urbano, dalla casa alla strada». Lambizione della mostra è quella di svelare al grande pubblico lestrema modernità della Garbatella: «Sembra unarchitettura pittoresca, ma ha gli attributi dellarchitettura moderna - avverte Remiddi - Non esistono spazi chiusi, edifici e cortili rimandano a percorsi continui, fluidi, quasi ad unosmosi come nel Bauhaus di Gropius. Ovunque spicca una libertà nel comporre le facciate, le scale, le finestre. I decori non si ripetono mai. Tutto è asimmetrico. Ci sono edifici perimetrali con grandi arcate, che fungono da ingressi, e dentro si sviluppano i lotti, le cosiddette "case rapide", i cortili e i giardini, dove la vita scorre vivace come una società vera e propria». La ricerca, avviata nel 1997, ha prodotto materiale inedito che viene proposto in mostra. Come nel caso del cosiddetto "Albergo rosso" di Sabbatini: «Qui in origine cera una mensa splendida, concepita come un Pantheon - racconta Remiddi - fu centrata e distrutta da una bomba nel '43. Durante il restauro delle facciate, nel 2000, abbiamo condotto degli scavi e sono riemerse le fondazioni della mensa, compresa loriginaria pavimentazione». Per lassessore regionale alla Cultura Fabiana Santini, «la mostra ha il pregio di offrire la ricostruzione storica di un quartiere unico e amatissimo dai romani, che rappresenta anche un modo ideale di abitare, specchio di unepoca passata, lontana dalle dinamiche frenetiche della nascente città moderna». Alla mostra è abbinata la pubblicazione di un libro-guida edito da Palombi, e venerdì 18 gli autori organizzeranno una passeggiata guidata in occasione della ricorrenza della nascita della Garbatella: il quartiere compie 91 anni. (Nelle foto alcune immagini di "Ricordi nel cassetto", mostra fotografica con immagini inedite dai primi del '900 a metà anni '80 dal 22 al 25 febbraio al Teatro Ambra alla Garbatella).
ROMA Garbatella, in mostra la storia di un quartiere
La mostra "La Garbatella. Il moderno attraverso Roma" si apre giovedì allex Gil, frutto di oltre 14 anni di ricerca sull'omonimo quartiere ad opera dellOsservatorio sul moderno a Roma. Il percorso espositivo, lungo un centinaio di pannelli, racconta la vita della borgata nata nel 1920 attraverso fotografie, progetti originali degli architetti e planimetrie. La mostra svela la modernità della Garbatella, spiegando come larchitettura pittoresca abbia gli attributi dellarchitettura moderna. La ricerca ha prodotto materiale inedito, come il restauro delle fondazioni della mensa del "Albergo rosso" di Sabbatini.
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