CAMPANIA - Rimettere in moto l'economia nel salernitano, valorizzare il patrimonio culturale esistente, creare il prodotto turistico "Salerno" che ancora non c'è. Sono questi gli obiettivi principali del progetto di riqualificazione dei castelli e dei beni di pregio della provincia di Salerno, che ieri ha fatto il primo passo in una sala affollata dell'Ordine degli architetti. Incontro di lavoro quello che ha messo insieme il responsabile del progetto, Claudio Pisapia, consulente della Provincia per le reti Unesco, i professionisti salernitani, la Soprintendenza, i Comuni e anche i privati. L'idea è quella di costruire un circuito virtuoso che permetta di accedere ai fondi europei proprio grazie ad una formula che è l'uovo di Colombo: progetti di qualità grazie al controllo dell'Ordine, tempi brevi grazie alla collaborazione con la Soprintendenza, idee grazie alle proposte dei Comuni e durata nel tempo grazie al coordinamento della Provincia. I conti alla fine vanno fatti con la Regione, ma Pisapia ha assicurato l'interesse e una conoscenza già approfondita delle cose da parte della responsabile del settore Ilva Pizzorno, che è anche commissario dell'Ept di Salerno. "E' un progettto integrato, complesso, che parte da un'analisi economica e sociale del territorio. E' un progetto ambizioso che prevede la contestualizzazione di ogni bene. L'obiettivo è fare incoming, creare il prodotto Salerno". Alla Provincia ci lavorano in tre: con Pisapia, Barbara Cussino dirigente Musei e biblioteche, e Ciro Castaldo dirigente Turismo. Già chiesta la manifestazione di interesse ai Comuni e ad amministrazioni come quelle di Sala Consilina, Castel San Giorgio, Vietri, Pollica, Castellabate, Ascea, Postiglione, in sala erano presenti molti sindaci. Il bando è stato già emanato ed è possibile visionarlo sui siti della Provincia e dell'Ordine. La scadenza è vicina, 31 marzo, perché, dice Pisapia: "Dobbiamo farlo finanziare entro fine anno". I soldi andranno così ripartiti: il 10 è a carico dei Comuni, il 60 a carico della Regione, il privato dovrà integrare la cifra. Qual è il ruolo dell'imprenditore in questo processo? Il privato recupererà l'investimento gestendo il bene (in sala Marco De Simone, gestore del Castello di Arechi). L'altro obiettivo del progetto è infatti la durata nel tempo del bene culturale e il suo riutilizzo. E' l'approccio al territorio del presidente Cirielli, l'idea della "passeggiata del principe" che colleghi, in città, il castello con il sito di San Pietro a Corte, il recupero dell'esistente mai valorizzato, che invece crei la nuova immagine di Salerno.