Da Prato un appello al Presidente Giorgio Napolitano «Abbiamo un patrimonio da salvaguardare. Ha un valore inestimabile. Per la Toscana e per l'Italia è paragonabile a inesauribili pozzi di petrolio». Mauro Romanelli della Federazione della Sinistra e Verdi, e segretario questore del consiglio regionale, parla dei siti archeologici in generale, ma richiama l'attenzione su quello che potrebbe essere il sito più grande della città etrusca di Gonfienti, a Prato. LANCIA UN APPELLO, scrivendo anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per tentare di salvare Gonfienti e i siti archeologici in abbandono. Pezzi di storia da recuperare e valorizzare a uso degli studiosi ma anche per mostrarli ai turisti. Romanelli e gli studiosi della neonata associazione culturale della Via Etrusca del Ferro (di cui parliamo in altra parte della pagina) si preoccupano di Gonfienti ben sapendo che si tratta di una zona oggi vocata a scambi e commerci, ma evidentemente con alle spalle una storia che si ria agli antenati dei toscani. E i ritrovamenti fanno pensare che il moderno interporto fosse un luogo di passaggio per il ferro che dall'isola d'Elba, da Populonia e Pisa andava fino al porto di Spina, sull'Adriatico. Gonfienti è una testimonianza importante. NON A CASO, al di là dell'appello di Romanelli, l'attenzione delle istituzioni è marcata. Il Comune di Prato ha messo a punto un progetto per il recupero del parco archeologico cittadino. Progetto che prevede un albergo, una passerella sul Bisenzio, un museo, un laboratorio di ricerca e, forse, un altro centro per riassemblare i pezzi lasciati dagli antichi abitanti di Gonfienti ai pronipoti pratesi di oggi. Del progetto discuteranno oggi il sindaco di Prato, Cenni, e l'assessore Vestri, incontrando il presidente della Regione, Enrico Rossi, seguito dall'intera giunta per affrontare i problemi dell'area pratese. L'appuntamento è a Palazzo Buonamici, sede della Provincia. Che cosa intende fare Prato? E che cosa chiederà alla Regione? L'idea di partenza sarebbe quella di creare una fondazione capace di occuparsi della valorizzazione del sito. I soci? Almeno inizialmente potrebbero essere gli stessi dell'interporto, poi potrebbe essere fatta una selezione. IL DUBBIO, infatti, è se le finalità dei soci dell'interporto sono compatibili con la valorizzazione di un sito archeologico. Ma le università toscane potrebbe avere forte interesse per l'argomento. Alla Regione, naturalmente, verrà chiesto di affiancare Provincia e Comune anche dal punto di vista strettamente finanziario.
Prato. Salviamo i siti di Gonfianti. Tentiamo di aiutare la storia
Il segretario del consiglio regionale e della Federazione della Sinistra e Verdi, Mauro Romanelli, ha lanciato un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per salvare il sito archeologico di Gonfienti a Prato. Gonfienti è considerato un patrimonio da salvaguardare, con un valore inestimabile per la Toscana e l'Italia. Il sito è stato abbandonato e i pezzi di storia sono stati lasciati in abbandono. Romanelli ha richiamato l'attenzione su questo sito, che potrebbe essere il più grande della città etrusca di Gonfienti.
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