Panizza: «Ce lo impone la leghe». Filippi: "Territorio valorizzato» ROVERETO. Tempo cinque mesi e il consiglio di amministrazione del Mart dovrebbe decadere e la giunta provinciale nominare i nuovi 5 membri. E' uno degli effetti del regolamento di organizzazione e funzionamento dei musei provinciali approvato dalla Provincia su proposta dell'assessore alla cultura Franco Panizza. Ma il risultato più macroscopico della delibera è la riduzione da 8 a 5 dei componenti del cda e da 4 a 1 dei roveretani. II Comune di Trento, invece, viene escluso, trovando rappresentanza nel futuro Muse. «E' la normativa nazionale sulla riduzione dei componenti i cda e quella provinciale sulle nomine che dettano il provvedimento - afferma l'assessore Panizza - In ogni caso il confronto politico con il Comune di Rovereto prosegue e si intensifica. Anzi, siamo pronti a valutare anche eventuali altre proposte di nominativi. Insomma, non è tanto questione di quanti e quali rappresentanti ci sono nel cda ma degli indirizzi di politica culturale che si sviluppano attraverso il confronto tra istituzioni». II regolamento è previsto dalla legge provinciale numero 15 dell'ottobre 2007 che disciplina le attività culturali. Per semplificare, la legge Cogo, dal nome del precedente assessore alla cultura. Finora la materia è stata disciplinata dallo Statuto del Mart tanto che l'attuale consiglio di amministrazione opera in regime di prora gatto (doveva decadere nel novembre 2009) proprio in vista dell'approvazione del regolamento. E lo Statuto specifica che, per quanto le nomine del cda siano di competenza provinciale, 4 rappresentanti spettano al Comune di Rovereto, 2 a quello di Trento e altrettanti alla Provincia. Ora, invece, a Rovereto ne spetta uno «d'intesa con il Comune» e Trento non figura per nulla. L'assessore comunale alla contemporaneità Luisa Filippi non è preoccupata da questa drastica riduzione dei rappresentanti roveretani nel cda del museo. Piuttosto, sottolinea «il rilievo dato al rapporto con il territorio tra museo ed enti locali». «L'articolo 11 del regolamento - afferma - prevede infatti che il Mart possa utilizzare le collezioni e le opere d'arte messe a disposizione dai Comuni di Rovereto e Trento mediante apposite convenzioni. E' un passo avanti nella direzione della chiarezza come, e lo è ancor di più, l'articolo 13 dove è prevista, nero su bianco, la collaborazione con gli enti locali nei campi dei progetti di studio, ricerca e valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio ma anche con le scuole. Per carità, mica che finora la collaborazione non ci sia stata, non mi sento certo di dire che è stata latitante, però, così prevista è un punto chiave nei rapporti tra noi e il museo. Uno snodo di chiarezza positivo per tutti i soggetti coinvolti nella promozione culturale». Nonostante i tagli.