Dopo lo scontro direttrici-Comune, la soprintendente scrive ai dipendenti del Polo museale: parlate con me, non con i media. Ora tutti zitti, o meglio, zitte. Parla solo la più alta in grado, la soprintendente al Polo Museale Cristina Acidini. Niente più interventi firmati sui giornali, nessun'altra dichiarazione a qualsivoglia organo di informazione. Stop, insomma, alle parole in libertà. È questo l'effetto dell'uno-due Renzi-Bondi, del doppio affondo di sindaco e ministro alle «zie del film Arsenico e vecchi merletti», come l'assessore Giuliano da Empoli aveva definito Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia, e Annamaria Giusti, direttrice della Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti. Ieri Acidini ha inviato un ordine di servizio, una sorta di lettera di richiamo a tutti i dipendenti del Polo museale con oggetto: «Dichiarazioni personali». Quattordici righe, in cui la soprintendente invita in poche parole a cucirsi la bocca. «Prendo spunto da alcuni commenti esternati e sottoscritti in merito all'accordo siglato dal ministro Sandro Bondi e dal sindaco Matteo Renzi per ricordare che solo il dirigente preposto all'Istituto è nella posizione di rilasciare dichiarazioni e valutazioni in merito a quell'argomento, come di altri affini, riguardanti le decisioni e i provvedimenti assunti nella sfera politica». Acidini, senza nominarle, fa riferimento agli interventi e alle esternazioni in cui si criticava l'accordo del 13 gennaio scorso tra Palazzo Vecchio e il Ministero che prevede che il 20 degli incassi dei musei statali sia messo a disposizione del Comune della direttrice della Galleria, Falletti. E alla lettera con cui Giusti, direttrice della galleria di Palazzo Pitti, definì Renzi «un allievo diligente del berlusconismo», che avrebbe contrabbandato come vittoria «la rapina del 20 degli incassi dei musei fiorentini». Dichiarazioni che provocarono la velenosa reazione dell'assessore da Empoli («sembrano le zie del film Arsenico e vecchi merletti», appunto) e poi l'altolà di Renzi («Se vogliono fare politica possono candidarsi») e di Bondi: «Il sindaco ha ragione, occorre maggiore sintonia tra le soprintendenze e il Comune». Ecco allora il richiamo della Acidini che mette a tacere le «sue» funzionarie aprendo le porte del suo ufficio come fosse una sorta di confessionale: «Le opinioni individuali non sono da intendere come espresse a titolo meramente personale, poiché il ruolo che ciascuno riveste lo qualifica comunque come appartenente alla pubblica amministrazione. Si richiamano pertanto le signorie loro alla corretta procedura di non rilasciare dichiarazioni agli organi di informazione e di segnalare invece esclusivamente alla sottoscritta considerazioni, opinioni, riflessioni e proposte eventuali, che saranno valutate caso per caso vuoi in vista dell'inoltro al superiore Ministero, vuoi ai fini di comunicazioni all'esterno». La lettera della soprintendente arriva tra l'altro in un momento delicato: entro la fine della settimana il Comune annuncerà l'entrata in vigore della card unica dei musei (il biglietto da 50 euro e valido per 72 ore che consente l'ingresso ai 33 musei statali e comunali). Sullo sfondo il sogno che Renzi ha rivelato ieri mattina durante il San Valentino di Palazzo Vecchio: musei gratuiti per i fiorentini. Ma questa è un'altra partita.
Firenze. Basta politica: Acidini mette il bavaglio alle vecchie zie
La soprintendente del Polo museale Cristina Acidini ha inviato un ordine di servizio ai dipendenti del Polo museale, invitandoli a non rilasciare dichiarazioni personali agli organi di informazione. La lettera, inviata dopo lo scontro tra il Comune e il Ministero, richiama le funzionarie alla corretta procedura e le avverte che le opinioni individuali non sono da intendere come espresse a titolo meramente personale. La soprintendente ha anche fatto riferimento agli interventi di Annamaria Giusti, direttrice della Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti, che avevano criticato l'accordo tra il Comune e il Ministero.
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