«Punto di partenza per la rinascita culturale della città» Domani sarà consegnato alla magistratura il riscontro inventariale delle collezioni archeologiche e delle tele di cui si attende il dissequestro Pinella Leocata Castello Ursino: si chiude e si riparte. Sono due le novità, importanti, sul fronte del museo civico di città. Due iniziative distinte che pure convergono. La prima. Domani gli esperti della sovrintendenza consegneranno alla magistratura il riscontro inventariale dei pezzi archeologici richiesto a seguito della denuncia di ammanchi e sottrazioni fatta nel novembre del 2007 dall'assessore Silvana Grasso che gridò allo scandalo anche per le 167 opere date in prestito a vari enti senza copertura assicurativa per furti e per danni, pure obbligatoria per legge. Gli inquirenti assegnarono l'incarico di fare l'inventario dei pezzi archeologici al dottor Andrea Patané con il ruolo di ausiliario di polizia giudiziaria, a titolo gratuito. Mentre il riscontro inventariale delle tele, affidato alla prof. Luisa Palatini, era già stato ultimato a fine 2009, per quello archeologico è stato necessario più tempo per la mole dei pezzi da verificare - oltre 10.000 - e per il fatto che la quasi totalità di questi si trova nei magazzini e non è stato facile districarsi tra cassette, scaffali e armadi. Inoltre si è dovuto attendere che arrivassero i fondi per la movimentazione dei marmi pesanti. Adesso, ultimato il riscontro, si aspetta, da parte della magistratura, il dissequestro delle sale e del materiale, passaggio propedeutico e indispensabile per cominciare a programmare l'esposizione delle collezioni del museo civico alla quale l'assessore alla Cultura lavora da tempo. Marella Ferrera ha già chiesto alla sovrintendenza l'autorizzazione a spostare e ad utilizzare le bacheche predisposte in passato e poi abbandonate. E' sua intenzione attuare il progetto espositivo elaborato nel 2004 dalla dottoressa Maria Grazia Branciforti, a partire dal piano terra dove è prevista l'esposizione delle collezioni archeologiche e, in prospettiva, anche la realizzazione di una caffetteria e di un bookshop. Ma il progetto è più ampio ed è volto ad aprire, in tempi brevi, tutto il castello ripristinando la pinacoteca al primo piano. Il secondo piano sarà dedicato all'esposizione periodica dei pezzi custoditi nei depositi, mentre in una suggestiva sala ottagonale, realizzata all'interno di una torre, saranno esposti i tessuti e i paramenti sacri della collezione dei Benedettini, abiti civili del Settecento e la collezione di ventagli dei Biscari. Pezzo forte della mostra è parte del mantello con cui fu sepolto Enrico VI, padre di Federico II. Le altre parti sono conservate a Palermo e al British Museum. Il terzo piano, realizzato non senza contestazioni e polemiche durante l'ultimo intervento di ristrutturazione, sarà dedicato a mostre temporanee. La seconda novità, connessa alla prima, è che è già stato espletato il bando di gara per la messa in sicurezza di tutto il maniero in base alle indicazioni dei vigili del fuoco. Il castello, infatti, non è attrezzato di idranti e questo ha imposto, per motivi di sicurezza, la presenza di massimo 200 visitatori per volta. Si spiegano così le code nei giorni di massimo afflusso alla mostra di Modigliani. Quando la struttura sarà messa a norma questo limite non avrà motivo di essere e la fruizione sarà piena e ampia. La gara è stata espletata, c'è una ditta vincitrice, si aspettano adesso i tempi della burocrazia per eventuali ricorsi e per registrare il contratto, poi il castello sarà chiuso per due mesi per effettuare i lavori che, probabilmente, partiranno a marzo. Costo dell'operazione 100.000 euro. Un'iniziativa che rivela come l'amministrazione, messe da parte le idee faraoniche che avrebbero richiesto investimenti milionari, ha scelto di percorrere la strada delle piccole cose fattibili riservandosi di andare avanti per gradi. «Intanto mettiamo in sicurezza il castello così da esporre le collezioni e fare mostre senza rischi per persone e cose - dice l'assessore Ferrera -. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro competente, determinato e pieno di entusiasmo. Siamo una macchina da guerra determinata ad andare avanti bene e in fretta, utilizzando al meglio le risorse di cui disponiamo. Poi verrà il tempo di progetti più ambiziosi e articolati. Intanto bisogna partire e partire subito». 15022011
In attesa delle tele di Guttuso e Picasso Il sindaco e l'assessore alla Cultura.
L'assessore alla Cultura Marella Ferrera ha annunciato che il museo civico di Palermo sarà chiuso per due mesi per effettuare lavori di sicurezza e preparazione per l'esposizione delle collezioni archeologiche. Il museo sarà messo a norma per garantire la sicurezza dei visitatori e delle opere d'arte. La sovrintendenza ha già consegnato alla magistratura il riscontro inventariale delle collezioni archeologiche e delle tele, che sarà seguito da un dissequestro delle sale e del materiale. Il progetto prevede l'esposizione delle collezioni archeologiche al piano terra, la realizzazione di una caffetteria e di un bookshop, e la creazione di un piano per mostre temporanee al terzo piano.
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