Uno strumento, integrato col territorio, per conservare e valorizzare al meglio l'immenso patrimonio dei beni culturali ecclesiastici dell'intera regione Campania: questo lo scopo fondamentale dell'interessante progetto denominato «Musei diocesani della Campania» promosso dalla Conferenza episcopale campana nell'ambito delle iniziative del Giubileo 2000 finanziate dalla Regione Campania e che si avvalgono anche dei fondi ricavati dal gettito dell'otto per mille. Un'iniziativa di alto valore culturale e di non facile realizzazione che è, però, arrivata già ad un primo, prestigioso e concreto risultato: infatti, nei giorni scorsi a Pompei sono state presentate e consegnate da monsignor Ugo Dovere, coordinatore scientifico del progetto, le guide museali ( con una tiratura di 3mila copie) di tutte le diocesi della Regione. La pubblicazione è costituita da un agile volumetto di 66 pagine, ricche di foto e di materiale iconografico, che si propongono di illustrare la parte più significativa dei vari musei diocesani. La guida è introdotta da una prefazione del presidente della Regione, Antonio Bassolino, e da una presentazione del vescovo locale. In particolare e con riferimento al territorio della provincia di Caserta, i testi si riferiscono alle diocesi di Aversa, Capua,Teano-Calvi, Alife-Caiazzo, Sessa Aurunca, oltre quella naturalmente di Caserta. È questa dunque, un'opera davvero meritoria che va a colmare diffuse lacune conoscitive da chi è a stretto contatto, anche fisico, con autentici tesori: tanto per fare qualche esempio, nel museo di Caserta, così come catalogato nella relativa guida, è possibile ammirare vari dipinti, una galleria dei vescovi casertani nei secoli XVIII-XIX,un Bernardo Cavallini, tele di ambito solimenesco e demuriano, oltre a sculture lignee risalenti al '600 e al 700; oppure, riferendoci alla diocesi di Aversa, sono degni della massima attenzione storico-artistica ambienti museali e tavole di assoluto valore: basti pensare al suggestivo deambulatorio del Duomo, vero cuore del museo, il portale romanico del «Nymphios», all'ingresso dell'antico Vestiario dei Mansionari Partecipanti, alle lastre marmoree di «San Giorgio e il drago» e «L'elefante turrito», alle tavole rinascimentali come il «Trittico di San Michele», la lunetta della «Madonna col Bambino» o gli affreschi del secentista Cario Mercurio, oltre a sculture lignee del XVI secolo, argenti.