DANIELE Benati per Italia Nostra e Cristiana Govi, già direttore del Museo Archeologico, criticano sulle pagine di Repubblica la scelta dellIstituzione Musei di concedere a pagamento sale e cortili per eventi promossi da privati, prospettando, con un uso immaginifico di parole ("tornei di burraco", "elemosina", "ospiteranno di tutto", "decisione irrispettosa e degradante") un danno allimmagine dei musei. Non riesco a seguire i colleghi. LIstituzione Musei ha selezionato una serie di spazi adatti ad ospitare eventi senza interferenza con le aree di esposizione e conservazione dei materiali (ad esempio lauditorium del Museo del Patrimonio Industriale, i cortili del Museo Medievale e dellArcheologico, la sala eventi del Museo della Musica). La concessione a privati di questi spazi permetterà ai musei di aumentare le entrate ottenendo risorse aggiuntive. Non cè ragione di ritenere che i privati siano necessariamente portatori di degrado né che i curatori dei musei non siano in grado di valutare la compatibilità degli eventi ospitati con la vita degli istituti. Del resto non siamo i primi anzi! - a fare questa scelta. Basti citare, per fare solo alcuni esempi, la Fondazione Musei Civici di Torino, i Musei Capitolini e la GAM di Roma, il Museo della Scienza di Milano, il Deutsche Museum di Monaco di Baviera, il Louvre a Parigi, il British Museum di Londra. Il sistema culturale bolognese è impegnato a salvaguardare e persino estendere le proprie attività in condizioni di finanziamenti pubblici calanti. Saremo tanto più convincenti e credibili nel difendere i finanziamenti pubblici alla cultura tanto più saremo esemplari nellusare al meglio le risorse disponibili. (lautore dirige lIstituzione Musei Civici di Bologna)
BOLOGNA - MUSEI IN AFFITTO COME A PARIGI
L'Istituzione Musei ha deciso di concedere a pagamento sale e cortili per eventi promossi da privati. Questa scelta è stata criticata da Daniele Benati e Cristiana Govi, che hanno definito la decisione "decisione irrispettosa e degradante". Tuttavia, l'Istituzione Musei sostiene che questa scelta permetterà di aumentare le entrate e di non interferire con le aree di esposizione e conservazione dei materiali. Alcuni esempi di istituzioni che hanno già fatto questa scelta includono la Fondazione Musei Civici di Torino, i Musei Capitolini e la GAM di Roma.
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