Federalberghi: Ridurre gli oneri per chi crea posti di lavoro Federturismo: Innovare con un piano strategico ben calibrato Ora bisogna fare sistema. Più aggregazioni e hi-tech per lo sviluppo I maggiori tour operator stranieri hanno minacciato di tagliare drasticamente il prodotto Italia dai loro cataloghi Il «New York Times» si è fatto interprete delle tendenze in atto nel turismo lanciando sulle sue colonne la rubrica "The Frugal Traveler". E di frugalità nei consumi di viaggio dovrà tener conto chi si occupa di soddisfarli, se è vero, come assicurano gli analisti di Forrester Research, che anche i viaggiatori di lusso, quelli disposti a spendere duemila dollari a notte, iniziano a pretendere di più e a chiedere quali servizi sono inclusi nel prezzo. Lo stesso dicasi per i viaggiatori d'affari: hanno ripreso a viaggiare, ma con budget scrupolosi. Qualità nel servizio, tecnologia, innovazione e riduzione dei costi sono le strade obbligate per le imprese turistiche. Per ora, l'Italia se l'è cavata chiudendo il periodo gennaio-ottobre 2010 con un incremento sul 2009 (fonte Banca d'Italia): 0,3 la spesa dei viaggiatori in Italia per motivi personali, 1,9 la spesa di chi vi ha trascorso una vacanza. Gli arrivi in Italia (fonte Unwto) sono in aumento: anno su anno del 2,9 per cento. Per i viaggi di lavoro l'aumento della spesa è stato dell'1,4 per cento. Il saldo netto della bilancia dei pagamenti in Italia è positivo per 8,3 miliardi di euro, ma scendono i pernottamenti stranieri (da 285,3 a 280,2 milioni) e quelli in strutture agrituristiche (- 2,1: fonte Agriturist). I dati Aica (l'associazione delle catene alberghiere aderente a Confindustria) rilevano un tasso d'occupazione negli hotel in aumento del 4,8 nel 2010, ma con un Revpar (rendimento per camera disponibile) stabile ( 0,12). E le previsioni 2011 non sono incoraggianti: 1,3 di tasso d'occupazione e un Revpar in crescita soltanto dell'1,2 per cento. Tassa di soggiorno e federalismo comunale non aiuteranno a recuperare performance, anche alla luce di una finanziaria che ha ridotto i fondi destinati a cultura e turismo. I maggiori tour operator stranieri hanno protestato contro la city tax, minacciando di tagliare drasticamente il prodotto Italia dai loro cataloghi. Il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, non è riuscita a far desistere l'Anci dall'applicare la tassazione, ma a «Il Sole 24 Ore» dichiara: «Con il ministro Calderoli abbiamo concordato che andrà a finanziare interventi di sostegno alle strutture ricettive. Saranno finanziabili con la tassa anche iniziative di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, che in generale sono mete dei turisti, e i relativi servizi pubblici. Come forma di ulteriore garanzia per le imprese ho ottenuto che, nella fase della redazione dei regolamenti di applicazione di questa tassa di scopo, siano coinvolte le associazioni di categoria. Tra le mie priorità - aggiunge Brambilla - la redazione e attuazione del piano strategico per il turismo e l'approvazione definitiva del Codice del turismo, per disboscare la giungla normativa in cui operatori e turisti rischiano di smarrirsi. Per quanto riguarda l'incoming, puntiamo a intercettare i flussi dai paesi emergenti». Il responsabile turismo del Pd, Armando. Cirillo, boccia il Codice del turismo e dichiara: «Serve un piano nazionale promosso dallo stato d'intesa con le Regioni. Occorre rivedere la legge 1352001 per verificare il grado di efficacia delle singole misure e allinearla al presente. E' necessario un rilancio degli investimenti, l'adeguamento del sistema formativo e la trasformazione dell'Enit in società per azioni». «Procede il piano per il Sud. Abbiamo inserito un capitolo sul turismo con tre priorità - prosegue Brambilla -: iniziative per la promozione dell'apprendistato e della formazione sul lavoro, la realizzazione di una scuola di alta formazione turistica, punto di riferimento per l'Europa e il bacino mediterraneo; la creazione di una rete di destinazioni d'eccellenza e l'elaborazione di progetti-pilota in aree con alto potenziale inespresso; una strategia unitaria di comunicazione, promozione e commercializzazione del sistema turistico del Mezzogiorno. I fondi per fare questo sono compresi nei 100 miliardi del piano per il Sud». In merito alla tassa di soggiorno, Bernabò Bocca, presidente Federalberghi-Confturismo, commenta: «Resta il convincimento che sia una scelta sbagliata, ma vedremo cosa prevederà il regolamento che dovrà vincolare i comuni a una concertazione con le imprese ricettive. Quanto al 2011, è un anno di convalescenza, con mesi positivi e altri negativi. Una vera ripresa ci sarà nel 2012, ma sarà selettiva e riguarderà i mercati lontani come gli Usa o l'area Bric. Le risposte da parte delle imprese dovranno essere in tema di tecnologia, di marketing e commerciali». Il vero problema, per Bocca, è rappresentato dall'Irap, «che penalizza chi dà posti di lavoro in Italia e pesa per il 4 sui bilanci delle strutture alberghiere. Non permette di dedurre i costi del personale e si paga anche con bilanci in perdita. Bisognerebbe defiscalizzare il costo del lavoro e poi metter fine al commissariamento dell'Enit e fare in modo che abbia un governo stabile per condividere le politiche con le Regioni». Per Daniel Winteler, presidente Federturismo-Confmdustria, la sfida è riuscire ad affermare un assetto di governance in grado di assicurare politiche industriali serie e coordinate. Oggi occorre una progettualità complessiva e tener conto dei nuovi turismi. Tutte le tipologie sono complementari e dobbiamo lavorare su progetti di integrazione. Non siamo competitivi. non investiamo, non abbiamo un sito di promozione che finzioni o un piano strategico e ci presentiamo come un paese con le pezze». L'allarme proviene da Elena David, presidente Aica-Confindustria. Manovra sull'Iva, revisione della governance a vantaggio di una promozione coordinata all'estero, agevolazioni per le imprese turistiche sono le sue richieste. Per Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi, «l'imposta municipale unica rischia di provocare un aumento esponenziale di quelli che oggi sono i già elevati costi dell'Ici che gravano sulle aziende del settore». Il fattore prezzo è un tema centrale nelle politiche commerciali degli hotel «La strada sbagliata - ammette David - è stata quella di lavorare sul prezzo al ribasso, che ha portato a una crescita drogata di presenze, facendo dimenticare i problemi reali, che sono i conti economici delle società e la redditività d'impresa. È il momento - avverte - di ridare competitività al settore, cercando un equilibrio reddituale sul breve. Il rischio è che venga a mancare occupazione e qualità. La strada per le imprese ricettive è l'aggregazione e sul piano gestionale una soluzione sono i contratti di franchising». «L'analisi che si può fare oggi - commenta Franco Iseppi, presidente Touring Club - è che l'Italia potrebbe puntare a intercettare quella domanda che momentaneamente non trova soddisfazione in quei territori. Il rischio che stiamo correndo è perdere di vista il turista, distratti dai problemi di governance, di attribuzione di competenze e dal rimpallo di responsabilità». Ed esorta: «Ripartiamo dalla domanda, affrontando i temi principali: accessibilità, futuro del Sud, innovazione tecnologica e attenzione al target famiglie». Per favorire il tasso di sviluppo, «gran parte delle azioni dell'Enit si sposteranno soprattutto sui paesi Bric, i mercati più dinamici anche sotto il profilo turistico» - dice Paolo Rubini, direttore generale Enit. LE RICHIESTE Manovra sull'Iva, revisione della governance a vantaggio di una vera promozione all'estero e agevolazioni per le imprese turistiche Le sei proposte 1 Defiscalizzare il costo del lavoro Defiscalizzare il costo del lavoro, metter fine al commissariamento dell'Enit e fare in modo che abbia un governo stabile che condivida le politiche regionali. L'Irap è il vero problema in Italia 2 Un nuovo codice condiviso da tutti La redazione e l' attuazione dei piano strategico per il turismo con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti 3 La parola d'ordine è integrazione La sfida è affermare un assetto di governance per politiche industriali serie e coordinate. È necessaria una progettualità che accolga tutti i nuovi turismi. 4 Rilanciare a 360 gli investimenti È necessario un rilancio degli investimenti, l'adeguamento del sistema formativo e la trasformazione dell'Enit in società per azioni. 5 Ricorrere ai contratti di franchising Una soluzione per le imprese ricettive che voglio puntare alla redditività è l'aggregazione e sul piano gestionale una via sono i contratti di franchising. 6 Puntare ai turisti provenienti dai Bric Per favorire il tasso di sviluppo, è opportuno indirizzare gran parte delle azioni dell'Enit verso i paesi Bric, tra i più dinamici anche sotto il profilo turistico.