Veneziani tutti d'accordo. Trasloco in vista per 40 dipendenti VENEZIA. Palazzo Ducale nuovamente «cuore» della città, non solo come simbolo ma anche nella realtà. Entro pochi mesi potrebbe avvenire il «passaggio» di proprietà dallo Stato all'amministrazione comunale se la trattativa per acquisire in dote dal Demanio l'edificio-immagine della città lagunare e della sua storia filerà liscia come dovrebbe. Tutti d'accordo, anzi d'accordissimo. «E' una cosa a cui tendiamo da molto tempo spiega il direttore dei Musei civici, Giandomenico Romanelli è la linea della Giunta e penso che, in proposito, non ci saranno contrasti. Per quanto riguarda il fatto che Ducale sia ancora sede di uffici statali come quelli della Soprintendenza, credo che sia un problema risolvibile. Del resto, stare a Palazzo Ducale è certamente prestigioso ma è anche altrettanto faticoso». Attualmente ci sono a Palazzo Ducale una quarantina di dipendenti statali che potrebbero trovare spazio in altre sedi. Così facendo sarebbe aggirato un grosso ostacolo: la legge non consente infatti che possano essere ceduti ai Comuni edifici che hanno queste funzioni. Il progetto diverrebbe possibile, dunque, solo se si arrivasse ad una permuta, con la messa a disposizione da parte del Comune di un altro edificio dove la Soprintendenza possa trasferirsi. Favorevolissimo al progetto anche l'assessore provinciale alla Cultura Renato Speranzon, che dice: «E' giusto che Palazzo Ducale torni ai veneziani e credo anche che dovrebbe essere nuovamente il centro della vita politica della città, cosi come lo è stato per secoli. Credo che, almeno come gesto simbolico, il sindaco e la Giunta potrebbero ritornare in quello che era il palazzo del potere». Ad avviare la trattativa con il Demanio è stato l'assessore alle Attività Produttive Antonio Paruzzolo che siede nella commissione mista con i membri del Demanio e del Ministero dei beni culturali per decidere quali immobili dello Stato potranno essere ceduti con il nuovo federalismo demaniale.