La sua condanna del 1996 sarà ridiscussa in Cassazione La condanna di Vittorio Sgarbi per truffa e falso ai danni del Ministero dei Beni culturali sarà ridiscussa in Cassazione tra aprile e maggio: lo rende noto il legale del critico d'arte, l'avvocato Giampaolo Cicconi. «Sgarbi - afferma - ha infatti proposto incidente di esecuzione, evidenziando l'assurdità della sua condanna in presenza dell'assoluzione del medico, imputato in concorso con lui di truffa e falso in certificati medici». La sentenza di condanna di Sgarbi da parte del pretore di Venezia per truffa e falso ai danni del ministero risale al giugno 1994, confermata in appello nel gennaio 1996 e dalla Cassazione nel luglio 1996. I fatti contestati - la dichiarazione di malattia mentre il critico d'arte partecipava a trasmissioni televisive - sono compresi tra l'ottobre 1989 e la metà del gennaio 1990, per altri episodi invece è stato assolto. Quanto alla decisione emessa giovedì scorso dalla Corte dei Conti che ha nuovamente ricusato il visto della nomina di Sgarbi a soprintendente del polo museale di Venezia, Cicconi dice di sperare «che i magistrati contabili che hanno ricusato il visto non siano gli stessi che hanno emesso il provvedimento del 16 settembre 2010. Se invece fossero le stesse persone - conclude il legale - considerato che si trattava pur sempre di un analogo procedimento pendente tra le stesse parti, essi dovevano, per opportunità, astenersi dal decidere».