FIDUCIOSO Il ministro peri Beni e le attività culturali Sandro Bondi ha detto a più riprese che con un Fus inferiore a 400 milioni «non c'è sopravvivenza» Una settimana decisiva per il futuro dello spettacolo. Oggi arriva in Senato il decreto Milleproroghe, dal quale tutti gli addetti ai lavori si attendono un incremento quantomeno parziale del Fondo unico per lo spettacolo 2011, fermo a 258 milioni di euro (-146 rispetto a dodici mesi fa). Al vaglio di Palazzo Madama, un migliaio di emendamenti approvati dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio: tra questi, ce n'è uno, presentato da cinque esponenti della Lega Nord, che assegna per il 2010 un contributo di tre milioni di euro a testa per Scala e Arena di Verona; senza dimenticare la richiesta di reintegrare il Fus 2011 con 15 milioni di euro. «Briciole», ha sentenziato il Partito democratico, che ne aveva chiesti 150 di milioni. E 150 continua a chiederne tutto il mondo della cultura, dagli enti lirici alle associazioni concertistiche. Se il taglio al Fus venisse confermato le casse della Scala dovrebbero far fronte a una riduzione del contributo statale pari a 17 milioni di euro sere accorpate in un unico maxiemendamento presentato dal Governo: martedì è previsto il voto di fiducia, poi toccherà alla Camera ratificare il provvedimento. Ed è proprio all'esecutivo, e in particolare al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che si appellano gli operatori del settore: tra le ipotesi circolate nei palazzi della politica, c'è anche una misura ad hoc per le fondazioni liriche, che prevederebbe un ulteriore stanziamento di 35 milioni di euro per il 2010. In questo caso, il bilancio della Scala sarebbe salvo: al teatro milanese toccherebbe infatti il 14,5, cioè 5,075 milioni; giusto i soldi che bastano per chiudere la gestione economica in pareggio e poter pagare così l'ultima tranche di integrativo aziendale ai lavoratori. Per il 2011, invece, si parla di un provvedimento che coinvolga tutti, non solo gli enti sinfonici: 150 milioni in più, tanto da superare la soglia «psicologica», come l'ha ribattezzata qualcuno, dei 400 milioni di euro. Del resto, come hanno più volte sostenuto anche il ministro Bondi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sotto quella cifra «non c'è sopravvivenza». I dipendenti del Piermarini ci sperano: «Devono mantenere le promesse fatte». Per ora, in via Filodrammatici non è in programma nessuna mobilitazione, anche perché il sovrintendente Stéphane Lissner ha parlato chiaro: «Sono fiducioso sul 2011 ma non dipende da me». Il 18 è in calendario il Consiglio d'amministrazione scaligero, posticipato di undici giorni proprio per attendere le decisioni romane: difficile, però, che le certezze sui contributi arrivino entro le 9 di venerdì prossimo.