CAMPANIA - Ruspe ferme fino al 31 dicembre di quest'anno, a lavorare a pieno ritmo saranno i tecnici della Regione incaricati di stilare il nuovo piano paesistico e compiere un censimento dettagliato della situazione edilizia, Comune per Comune. Il mese di marzo è il limite che l'assessorato regionale all'Urbanistica si è dato per approvare in giunta il nuovo piano; se i tempi tecnici lo consentiranno l'approvazione, definitiva, in Consiglio ci potrà essere prima dell'estate. In autunno scatterebbe, quindi, l'applicazione della norma con la difficoltà di valutare singolarmente circa 60mila casi. Poco più di dieci mesi per chiudere una partita e, soprattutto, dare soluzioni strutturali. Si parte, comunque, dal testo approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato e anticipato dal Mattino il 29 gennaio; un emendamento del Pdl al milleproroghe che spiega: «Al fine di fronteggiare la grave situazione abitativa nella regione Campania e per consentire una adeguata ricognizione dei presupporti determinanti vincoli di tutela paesaggistica, sono sospese le demolizioni, disposte a seguito di sentenza penale, di immobili situati nella Regione Campania, destinati esclusivamente a prima abitazione e stabilmente occupati da soggetti sforniti di altra risorsa abitativa». Un sostanziale accoglimento della proposta della Regione che recitava: «Al fine di fronteggiare la grave situazione abitativa nella regione Campania e di consentire una adeguata ed attuale ricognizione delle necessità determinanti vincoli di tutela paesaggistica, fino all'entrata in vigore del Piano Paesaggistico Regionale e, comunque, non oltre 12 mesi, sono sospesi i procedimenti di demolizione dei manufatti dichiarati abusivi». Le differenze più marcate riguardano, quindi, i tempi (saranno dieci i mesi concessi per varare le nuove norme e non dodici) e il riferimento alle prime case. Viene introdotto, anche se non formalizzato, il concetto di «abuso di necessità» e una sorta di ombrello per chi ha realizzato abusi sull'unica casa di proprietà. Le ruspe andranno avanti già in questi giorni per tutti gli altri casi. Sempre sul piano normativo non ci sarà alcuna riapertura dei termini dei vecchi condoni ma una sostanziale rivalutazione di tutti i casi ancora aperti. Le domande di sanatoria pendenti dovranno essere rivalutate singolarmente alla luce delle nuove norme, un passaggio che potrà avvenire solo in autunno. Non si ferma, intanto, lo scontro politico sull'emendamento licenziato dalle commissioni riunite di Palazzo Madama. «Clamoroso al Senato: la maggioranza, sfrontata e irresponsabile, si è inventa il condono ad regionem, e infila tra le pieghe del mille proroghe l'emendamento che in pratica concede una sanatoria edilizia alla sola Campania» sostengono i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. «La nostra è stata una battaglia di giustizia e di perequazione vinta soprattutto in nome dei cittadini della nostra regione che rischiavano di perdere la casa» ribatte il deputato Enzo D'Anna (Pdl)