Mancano 8 reperti: "Furto su commissione" Al Cairo custoditi oltre 135mila pezzi Altre centinaia di migliaia conservati nei magazzini Lo ha rivelato il ministro Hawass che nei giorni della rivolta aveva escluso ruberie IL CAIRO - Nel giorno più tragico della battaglia del Cairo - venerdì 28 gennaio - in piazza Tahrir non solo persero la vita decine di giovani innocenti e altre centinaia rimasero feriti, ma sparirono anche dal vicino Museo egizio otto reperti di inestimabile valore. Tra cui una statua lignea di Tutankhamon, il faraone morto giovinetto. Il caos di quelle ore consentì a un gruppo di predatori di penetrare allinterno delledificio in cui è custodita la più ricca e completa collezione di reperti archeologici dellantico Egitto del mondo - oltre 135mila pezzi più altre centinaia di migliaia conservati nei magazzini - e fare man bassa di autentici tesori. Soltanto adesso che la situazione si è in parte normalizzata, il neo ministro di Stato delle Antichità egizie, Zahi Hawass, si è accorto del furto. E pensare che subito dopo lassalto, lo stesso Hawass aveva detto che le testimonianze più preziose si erano salvate: «Grazie a Dio e grazie allignoranza dei saccheggiatori» che avevano a suo dire scambiato il museo per negozio di souvenir e, quindi, avevano rubato tutta la finta gioielleria ed erano scappati. Oggi, invece, il ministro non solo è costretto alla rettifica ma anche a lanciare lallarme dopo aver letto linventario e essersi accorto che quei ladri non erano poi così sprovveduti, ma autentici professionisti che avevano sottratto solo oggetti di piccole dimensioni, ma preziosissimi. Ed eccolo lelenco fornito da Hawass dei tesori spariti. Si tratta di una statua in legno ricoperto doro di Tutankhamon, portato in spalla da una dea, e parte di unaltra dello stesso re mentre è a caccia, più altre due statue: una della dea Akena e laltra di Nefertiti. Mancano inoltre la testa di una principessa di Amarna in arenaria, una statuetta di pietra di uno scriba di Amarna e undici statuette in legno dello Yuya, più uno scarabeo a cuore dello Yuya. Anche il professore di egittologia, Abd El Ghany El Shihawy è convinto che non siamo di fronte a ladri della domenica, ma ad autentici «intellettuali» del grimaldello, che sapevano bene dove mettere le mani e soprattutto cosa portare via. «E una perdita incalcolabile. Un dramma - spiega il professore che insegna allUniversità 6 ottobre - Ci hanno sottratto per anni il presente e ora ci tolgono anche il passato, la nostra storia, la nostra eredità culturale». Dei reperti dice che si tratta di «pezzi meravigliosi misteriosamente scomparsi, quando Hawass aveva detto pubblicamente e ufficialmente che non era stato rubato nulla. E oggi, invece, viene a dire che si è sbagliato». Ma Hawass, che è stato per circa 15 anni segretario generale del Consiglio superiore delle Antichità prima di essere "promosso" con una poltrona da ministro nellultimo governo dellera Mubarak, «è la piaga dEgitto, è la piaga dellegittologia». La notizia, naturalmente, è subito rimbalzata in tutto il mondo. E da Torino la direttrice del Museo Egizio di Torino, Eleni Vassilika, non nasconde la sua amarezza: «E una notizia che non mi aspettavo. Sono molto triste per quanto è successo al museo del Cairo ma sono anche fiduciosa che questi preziosi reperti saranno ritrovati. Non è possibile nascondere reperti tanto importanti e famosi, né oggetti del genere possono essere rivenduti». «E molto strano - considera ancora il professor El Shihawy - che il saccheggiatore che ha rubato quei pezzi meravigliosi se li sia andati a scegliere, apparentemente con calma, e in sale diverse, su due diversi piani delledificio». Si fa strada dunque lipotesi che possa trattarsi di un furto su commissione. E non è certo una buona notizia.