La Municipalità: un blitz, traditi dal Comune Il presidente Principe: "Mi dimetto, ho avuto a che fare con dirigenti incapaci" «Mi dimetto. Ho avuto a che fare con dirigenti del Comune incapaci e irresponsabili». Mesi di lettere, di riunioni, di assicurazioni di lealtà, informa il presidente della Municipalità Stella-San Carlo Arena, Alfonso Principe, e anche di perizie suppletive, costate denaro. Una comunità che ora si dispera per i 14 pini di via Nicolardi, abbattuti ieri sotto i loro occhi. Perizie invocate da due diversi settori dello stesso Comune. Con una decisione finale che sa di vendetta e di rivendicazione di poteri: abbattere i pini che unaltra sezione dello stesso Palazzo San Giacomo, in contraddizione con lUfficio Giardini, pensava invece di salvare. «Una decisione presa venerdì allinsaputa di tutti», spiega Principe, rimettendo il mandato: «È la più brutta vicenda della mia presidenza». A luglio è partito il progetto di riempimento della cavità tufacea di via Nicolardi. I lavori prevedevano leliminazione delle aiuole e dei pini quarantennali. La protesta degli abitanti e della municipalità ha prodotto una variante. È stato rifatto limpianto di illuminazione, quello idrico, ed è intervenuta la Napoletanagas scavando una trincea a un metro dai pini. Più avanti un altro scavo del Servizio Fognature che aveva utilizzato tubi flessibili per salvare gli alberi. Il 26 dicembre però il maltempo fa cadere un pino davanti alla chiesa. Principe chiede una perizia a un botanico dopo che il Servizio Giardini ha deciso il taglio dei pini, «irreparabilmente danneggiati nel sistema delle radici dagli scavi». Domenica scorsa, una ditta incaricata dal Comune esegue un pesante una potatura radicale dei fusti. Subito dopo una ditta di Salerno radiografa le radici e mette per iscritto che solo 2 dei 14 pini dovevano essere ricontrollati tra sei mesi. «Lassessore Nuzzolo mi aveva assicurato che non sarebbero stati tagliati», dice Principe. Invece ieri mattina, le seghe elettriche. E piccole conifere di due metri ripiantate al posto di quelle. Almeno, visto che le radici devastano lasfalto, bisognava cambiare essenza. «Chi ha sbagliato paghi - dice Legambiente - noi ci costituiremo parte civile». (s. cer.)