Parte con una dotazione di 57 milioni di euro l'attività dell'Arcus, la società per la valorizzazione delle aree di interesse culturale posseduta dal ministero per le attività culturali e da quello delle infrastrutture. Ma presto le risorse disponibili, oggi pari al 3 degli stanziamenti del bilancio dello stato per le opere pubbliche, potrebbero anche aumentare. E arrivare fino al 5 delle stesse poste contabili. Intanto, però, i primi 35 milioni di euro del budget dell'Arcus sono stati già impegnati in 24 progetti che ieri sono stati illustrati dai ministri Pietro Lunardi (infrastrutture) e Giuliano Urbani (beni culturali). Si parte dal porto di Traiano, che sarà visitabile dall'aeroporto di Fiumicino, ma anche dalle aree archeologiche di Luni e di Feronia, raggiungibili con una serie di percorsi senza uscire dalle autostrade, e tanti altri, per finire con una passeggiata fra gli scavi archeologici di largo Argentina e del Palatino a Roma, accessibili direttamente dalle stazioni della nuova metro C. Sono due, in particolare, le aree tematiche cui si rivolgono le iniziative: una relativa a quelle che riguardano l'interazione tra infrastrutture e il territorio, una seconda legata ad attività culturali di genere vario. Così poche settimane fa sono stati approvati 16 progetti per 27 milioni di euro, nel mese di novembre ne saranno approvati altri otto per 8 milioni di euro. E a questi se ne aggiungeranno altri nove autonomi per i quali non è ancora quantificabile l'intervento finanziario. L'intenzione dei due ministri è quella di creare modelli di riferimento da inserire in un sistema perché gli interventi realizzati non restino isolati. «Solo nel sistema si realizza quel potenziale culturale che è il fine ultimo di questa ambiziosa operazione che si caratterizza anche per il fatto che attorno a ciascun progetto sono stati aggregati più soggetti, più organismi e più responsabilità finanziarie», ha spiegato Lunardi, che ha spiegato che «a fronte di un importo globale di circa 16 milioni di euro erogati fino a questo momento si è generato un volano di risorse superiore ai 134 milioni». Nello specifico, nelle iniziative finora approvate sono state coinvolte l'Anas, le Ferrovie dello stato, la società Autostrade, le amministrazioni comunali, le sovrintendenze e gli atenei. «Se saremo in grado di mantenere questo moltiplicatore e se sapremo rafforzare il ruolo di catalizzatore che Arcus possiede avremo costruito davvero un modello di sistema irreversibile, quello secondo il quale più si investe in infrastrutture più si amplifica la dimensione culturale», ha concluso Lunardi. «La logica di Arcus è quella di armonizzare e valorizzare gli investimenti per i beni culturali e per le infrastrutture costruendo un mosaico delle priorità», ha detto Urbani, che ha aggiunto che «la speranza del nostro lavoro è che le risorse eco-nomiche aumentino ancora perché c'è bisogno di investimenti sia nelle infrastrutture sia nella valorizzazione dei beni culturali, che dobbiamo tutelare e che rappresentano la più importante attrattiva per il turismo straniero». Tra le altre opere finanziate con le risorse della società pubblica sono da segnalare anche il progetto Galileo per la sorveglianza satellitare dei siti archeologici; la digitalizzazione dell'area archeologica di Pompei, la creazione di percorsi privilegiati in quattro comprensori cittadini (Capaccio-Paestum, Mantova, Perugia-Assisi, Bergamo), gli scavi archeologici di San Rossore (Pi) e a Villa Adriana di Tivoli per ampliare del 30 l'area visitabile.
Nasce il network dell'archeostrade
L'Arcus, una società per la valorizzazione delle aree di interesse culturale, ha un budget di 57 milioni di euro. I primi 35 milioni di euro sono stati già impegnati in 24 progetti. I progetti sono suddivisi in due aree tematiche: una relativa all'interazione tra infrastrutture e il territorio, e una seconda legata ad attività culturali di genere vario. I progetti sono stati finanziati con risorse pubbliche e private, e coinvolgono vari soggetti e organismi. Il ministro Pietro Lunardi ha spiegato che l'intenzione è creare modelli di riferimento per gli interventi realizzati, e che l'Arcus ha generato un volano di risorse superiore ai 134 milioni di euro.
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