Ciro Saccardi Castellammare. «Giù le mani dalla Reggia di Quisisana». Con un'interrogazione parlamentare indirizzata al presidente del consiglio e al ministro per i Beni e le Attività culturali, il senatore Nello Di Nardo ha annunciato battaglia contro l'ipotesi di trasformazione dei locali del palazzo reale ai piedi del Faito, in un albergo di lusso gestito da privati. Il documento, presentato ieri mattina nell'ambito di una conferenza, ripercorre l'iter burocratico avviato nel 1999 con l'assegnazione da parte del Cipe, l'ente interministeriale, di un finanziamento di quasi venti milioni di euro per il restauro della Reggia. Un primo passo verso la trasformazione della struttura in una sede per lo sviluppo di un centro di eccellenza per l'integrazione delle attività di ricerca applicate al patrimonio archeologico della Soprintendenza di Pompei. Un piano poi avallato anche dalla Regione con ulteriori finanziamenti, al fine di realizzare all'interno anche un centro per le tecnologie di conservazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali. Nel 2007, il Cipe assegnò ulteriori risorse alla Regione per la riapertura del Museo Archeologico di Stabiae, l'Antiquarium Stabiano, nel complesso mentre nel 2008 il MiBAC, con un protocollo d'intesa fissò anche l'istituzione di una sede distacca a Castellammare dell'istituto superiore per la Conservazione e il Restauro. «Non è tollerabile che l'amministrazione bruci un lavoro di dieci anni finalizzato esclusivamente al rilancio e alla tutela del patrimonio stabiese soltanto per agevolare l'interesse di una catena alberghiera privata spiega il senatore Nel 2009, in una conferenza presso la sede della direzione regionale per i beni culturali, è stata stipulata una convenzione tra Mibac, Regione, Provincia, Comune e Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, per la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico per l'elaborazione di un progetto di utilizzo e gestione del palazzo reale di Quisisana. Una scelta allora avallata anche dalla giunta provinciale di Cesaro, rappresentato dall'assessore Pentangelo e da un suo tecnico, oggi diventato assessore a Castellammare, Antonio Coppola». Ma la posizione del primo cittadino sembra ormai fissata, visto che in diverse occasioni ha più volte sottolineato la possibilità di affidare la gestione di palazzo reale a una «primaria catena alberghiera, di livello internazionale, ovviamente, che facesse in tutto, o in parte della Reggia di Quisisana una stazione del lusso e del benessere in grado di intercettare i flussi turistici d'élite sia in Italia che all'estero». «In questo modo si paventa l'ipotesi di distrazione di fondi pubblici finalizzata ad agevolare interessi di privati conclude Di Nardo a danno soprattutto degli interessi degli stabiesi, ipotesi contro cui ci opporremo fermamente».
CAMPANIA - Castellammare. Giù le mani dalla Reggia di Quisisana.
Il senatore Nello Di Nardo ha presentato un'interrogazione parlamentare contro l'ipotesi di trasformazione dei locali del palazzo reale di Quisisana in un albergo di lusso gestito da privati. Il palazzo, che ha ricevuto finanziamenti per il restauro nel 1999, era destinato a diventare una sede per lo sviluppo di un centro di eccellenza per l'integrazione delle attività di ricerca applicate al patrimonio archeologico della Soprintendenza di Pompei. La Regione e il MiBAC avevano avallato il piano, ma il senatore sostiene che non è tollerabile che l'amministrazione bruci un lavoro di dieci anni per agevolare l'interesse di una catena alberghiera privata.
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