Lurbanista Berdini: il regista dovrebbe essere il Comune, invece qui è il privato Il riuso di questi edifici dà la possibilità di ripensare la città e di portare servizi «Il riuso delle caserme dà la possibilità di ripensare la città, saldare vecchie cesure e portare servizi nei territori dove invece sono completamente assenti. Purtroppo, invece, si sta perdendo unoccasione storica. E con la vendita dei forti militari a privati è altissimo il rischio di una speculazione che devasterebbe alcuni quartieri». Paolo Berdini, urbanista e professore universitario, vede nella delibera più una débâcle che unoccasione di sviluppo. Cosa non va nella delibera approvata lo scorso 29 ottobre dallassemblea capitolina? «In questa operazione il privato è decisivo. Si vende un patrimonio pubblico ed inevitabilmente si rischia una speculazione. Così i destini della città li decidono le imprese alle quali vengono regalati degli immobili di grande valore. In Europa questo non avviene mai, è una tipicità tutta italiana». Quali sono gli esempi europei con i quali bisognerebbe confrontarsi? «Penso alla Francia come alla Spagna. Lì i forti non sono stati venduti ai privati, ma dati in concessione per 99 anni. Sono state realizzati in alcuni casi poli culturali deccellenza, in altri alberghi di lusso o residenze. Ma lo Stato ha sempre il controllo, a Roma invece si aliena completamente il patrimonio». Secondo la delibera saranno però fatti degli accordi di programma su ogni caserma. «Manca la visione urbanistica, lapproccio complessivo alla città e invece si analizza caso per caso. Quella delle caserme è una rete e come tale andrebbe valorizzata. Si consideri che soltanto il 20 dei forti sarà destinato a servizi pubblici, una percentuale davvero troppo bassa. Poi non si parla di case popolari: è una cattiveria sociale se si pensa che 40mila persone sono in emergenza abitativa». Quale sarebbe la ricetta giusta per Roma? «La sfida per reinventare luso dei forti potrebbe essere intrapresa solo con un connubio pubblico e privato. Una stretta collaborazione tra istituzioni statali ed enti attraverso modelli di partenariato. Il regista dovrebbe essere il Comune che si fa carico delle carenze della città, invece è il privato che avvia il processo di valorizzazione». Cè grande fermento in città. Decine i comitati che si stanno mobilitando. Quali osservazioni presenterebbe al Comune? «Serve unomogeneità della destinazione duso: un terzo per i servizi pubblici, un terzo per lhousing sociale e un terzo per i privati per realizzare alberghi o case». (l. s.)
"Quartieri a rischio speculazione Roma disperde il suo patrimonio"
Paolo Berdini, urbanista e professore universitario, critica la delibera approvata dall'assemblea capitolina per la vendita dei forti militari a privati. Secondo Berdini, il privato dovrebbe essere il regista della valorizzazione dei forti, ma invece è il Comune che si aliena il patrimonio. La delibera prevede la vendita di un patrimonio pubblico e il rischio di una speculazione che potrebbe devastare alcuni quartieri. Berdini propone un approccio complessivo alla città, con una visione urbanistica e un connubio pubblico e privato.
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