Lo Stato ha buone intenzioni quando decide l'acquisto coercitivo. Non fatevi spaventare dalla parola, ma molte opere oggi sono esposte nei musei grazie all'intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. «Nel 2010 con lo stanziamento di 3,8 milioni tra acquisti coattivi ed esercizio del diritto di prelazione abbiamo comprato una ventina di importanti opere» spiega Daniela Porro, direttore Servizio III Tutela del patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico della Dgp-baac. Tra gli acquisti coattivi all'esportazione ci sono la coppia di sculture del 400 di due Virtù di Jacopo della Pila destinate al Museo di San Martino a Napoli per 350mila euro. Mentre tra le prelazioni il «Ratto della Sabine» di Luca Giordano acquistato in asta per 370mila, destinato a Palazzo Spinola di Genova e la tela di Pompeo Batoni, «Estasi di Santa Teresa» vincolata e acquistata per 200mila destinata al Museo nazionale di Villa Guinigi di Lucca. «Per esercitare il diritto d'acquisto quest'anno la dotazione è di 1,8 milioni: è la forma più alta della tutela per arricchire le collezioni pubbliche e rendere fruibili le opere» spiega Porro. Ma quando scatta? «Quando si presenta la domanda di esportazione, l'ufficio può avviare l'acquisto coattivo dell'opera e comprarla al prezzo denunciata entro 90 giorni Se il proprietario però rinuncia al trasferimento può rifiutare la vendita».
Quando lo Stato è Robin Hood
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha acquistato diverse opere d'arte grazie all'intervento di 3,8 milioni di euro nel 2010. Tra queste, ci sono la coppia di sculture del 400 di due Virtù di Jacopo della Pila, acquistata per 350mila euro, e la tela di Pompeo Batoni, Estasi di Santa Teresa, acquistata per 200mila euro. Quest'anno, il Ministero ha destinato 1,8 milioni di euro per esercitare il diritto d'acquisto, che può essere scattato quando si presenta la domanda di esportazione. Se il proprietario rinuncia al trasferimento, può rifiutare la vendita.
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