Agenzia del Demanio pronta a lasciare le aree e la società L'Assemblea della Spa approva il piano delle attività 2011 Parte il centro restauro di arte contemporanea L'Arsenale nord entro l'anno in corso, anche attraverso il federalismo demaniale, dovrebbe passare dall'Agenzia del Demanio nelle mani del Comune, che lo gestirà attraverso la sua Arsenale Venezia spa rilevando le quote demaniali di essa, che sono i1 51 per cento o direttamente, se deciderà invece di sciogliere la società. E' questa la prospettiva scaturita dall'assemblea dei soci di Arsenale spa che si è finalmente riunita di recente per approvare il piano di attività del 2011, come spiega il suo presidente Roberto D'Agostino. «Entro l'anno il Demanio uscirà definitivamente dalla società e quindi di fatto dall'Arsenale - spiega D'Agostino - mentre si è già costituita una Commissione mista composta da rappresentanti del Comune, del Demanio e del ministero dei Beni Culturali che dovrà appunto decidere quali beni demaniali di valore monumentale saranno ceduti a Ca' Farsetti. Tra di essi ci sono sicuramente larghe parti dell'Arsenale Nord, ma si tratta anche su altri beni demaniali di interesse comunale come la Celestia, l'ex Caserma Pepe del Lido o l'isola della Certosa. Nel frattempo, comunque, sono state definite le attività del 2011, tra cui c'è finalmente anche lo sblocco per il Centro di restauro dell'arte contemporanea che dovrebbe sorgere all'Arsenale in accordo con il Ministero dell'Innovazione. Dopo la definitiva approvazione dell'accordo, possiamo passare alla stesura del piano di fattibilità del Centro». Almeno tre le nuove aree dell'Arsenale che nel 2011 saranno recuperate e diverranno utilizzabili. La prima sarà la Torre di Porta Nuova, che sarà aperta al pubblico, terminato il restauro, nella prima settimana di aprile. La Torre già data dal Demanio in concessione al Comune diventerà a regime il nuovo Centro studi dell'Arsenale e il luogo per la comunicazione e gli incontri pubblici delle istituzioni che hanno già piede all'Arsenale: dalla Biennale, al Consorzio Venezia Nuova, alla stessa Biennale. La Torre di Porta Nuova farà «sistema» sul piano artistico e culturale con le vicine Tese di San Cristoforo, già recuperate da circa un anno e utilizzate per mostre collaterali legate alla Biennale Arti Visive e altri eventi temporanei Ma ora nei circa tremila metri quadrati di spazi espositivi, si insedierà la Fondazione Musei Civici per svilupparvi un proprio polo legato all'arte contemporanea. Entro l'anno, concluso anche il recupero della Tesa 105 dove troveranno gli ingressi all'Arsenale nord, un bar, un punto di informazione, book-shop e un incubatore di imprese. Ma ancora sarà più importante il prossimo anno, quando il comune diventerà, probabilmente, il «padrone di casa» dell'area Nord. «Con una gestione diretta delle aree anche ora cedute in concessione alle imprese che operano nell'Arsenale Nord - nota D'Agostino - il Comune potrà averne sia il controllo, sia benefici economici, incassando il relativo canone di concessione». Arsenale spa potrebbe esserne lo strumento operativo a meno che il sindaco Giorgio Orsoni non decida di sciogliere la società nata a questo scopo e di riportare tutto a Ca' Farsetti.
Venezia. L'Arsenale nord entro l'anno al Comune
L'Assemblea della Spa ha approvato il piano delle attività 2011. Il centro restauro di arte contemporanea sarà completato entro l'anno. L'Arsenale nord sarà gestito dal Comune attraverso la sua Arsenale Venezia spa, che rileverà le quote demaniali della società. Il Demanio uscirà definitivamente dalla società e dall'Arsenale. Una Commissione mista dovrà decidere quali beni demaniali di valore monumentale saranno ceduti a Ca' Farsetti. Tre nuove aree dell'Arsenale saranno recuperate e diventeranno utilizzabili. La Torre di Porta Nuova sarà aperta al pubblico e diventerà il nuovo Centro studi dell'Arsenale.
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